QUANDO AL CINEMA L’ITALIA INTERPRETA IL MONDO

Italia, terra di set: mille luoghi, da nord a sud, da sempre protagonisti di film. Il nostro Paese attrae produzioni, nazionali ed internazionali, coi suoi territori che rappresentano un’identità e le sue tradizioni ma che, a volte, possono avere anche una valenza universale, cioè essere utilizzati per rappresentare altri luoghi, altri Paesi, altre regioni. Una prassi usata spesso nel cinema, non solo italiano: nel tempo, ad esempio, zone dell’Italia centrale si sono trasformate nel vecchio West americano, le Alpi sono diventate immaginari sfondi fantascientifici, i Sassi di Matera la Palestina e la Puglia il set di un castello delle favole. Un’universalità spesso usata – in passato, ma la tendenza prosegue anche oggi – da registi e produzioni internazionali, che conferisce ai nostri borghi, alle nostre città, la possibilità di essere, oltre che se stessi, anche fonte di un nuovo immaginario.

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La Basilicata set biblico – Dal Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, al remake di Ben Hur, con Morgan Freeman, in uscita il prossimo 8 settembre, passando per The Passion, di Mel Gibson: i Sassi di Matera (città designata capitale europea della cultura 2019) hanno sempre affascinato i registi di tutto il mondo, con la loro unicità, con l’atmosfera che rimanda a territori e tempi lontani, con i colori, i riflessi, insomma, gli elementi giusti per poter ricreare ambientazioni per film storici, biblici in particolare. Una zona oggi diventata meta turistica tra le più importanti, con il recupero della tradizione e della memoria del posto. Senza dimenticare l’arte, a partire da quella cinematografica, che rivive in ogni angolo della Basilicata e di Matera in particolare: luoghi magici, tanto che anche il nuovo film su Wonder Woman, Nightingale, ha avuto come set quelle stradine, quelle pietre, quello sfondo così suggestivo da richiamare anche da Hollywood star e registi.

Il western “made in Abruzzo” – Altipiani, ricoperti dalla neve o vaste praterie, secondo le stagioni: siti italiani che diventano il West statunitense o mondi lontani o di fantasia. Tutto il Parco Nazionale del Gran Sasso è già di per sé un percorso turistico, che si unisce al richiamo, alla memoria di film nazionali ed internazionali, da Lo chiamavano Trinità ed il suo sequel, con Terence Hill e Bud Spencer, che videro Campo Imperatore ospitare le scene western, a Ladyhawke, con l’ambientazione del castello di Rocca Calascio e di Castel del Monte, a King David, con Richard Gere, che fu girato in questi luoghi, oltre che a Craco e Matera, in Basilicata.

La Puglia “magica” – Una regione che in quasi dieci anni è diventata un luogo richiestissimo da produzioni di tutto il mondo per i suoi set naturali. Un boom, quello della Puglia, che ha richiamato anche Bollywood, ovvero l’industria cinematografica indiana, che qui ha ambientato numerosi film di successo, ma solitamente utilizzando magnifici luoghi della regione nella loro identità. Altri registi ne hanno, invece, scorto l’universalità, anche recentemente, come Matteo Garrone che, nel suo Racconto dei racconti, ha utilizzato uno dei siti di maggiore interesse artistico e turistico, come Castel del Monte, per ambientarvi una delle favole de Lo cunto di li cunti di Basile, da cui il film prende spunto. E così, la storia de La pulce rivive tra le mura, le terrazze di questa costruzione che domina la pianura circostante, rimandando a mondi antichi e, in questo caso, anche fantastici. Così come accaduto anni fa, per Il nome della rosa, il film tratto dal romanzo di Umberto Eco, che tra questi luoghi ha preso vita. Sempre in questi luoghi, oltre che in Basilicata e Campania, anche l’universo fantasy di Wonder Woman ha trovato spazio. Insomma, dalla commedia, al musical, al film di ambientazione storica, la Puglia è sempre più set.

Un lago “hollywoodiano” – Indubbiamente la presenza di George Clooney sul lago di Como, ovvero il fatto che abbia acquistato una villa in cui vive per una parte dell’anno, ha acceso ulteriormente i riflettori di Hollywood su un luogo che, però, già dagli albori della settima arte aveva attratto l’attenzione del mondo del cinema internazionale (da quando, nel 1897, i fratelli Lumière filmarono una gara di imbarcazioni  a Bellagio). Molto spesso nella propria identità ben definita, ma anche per ricreare una clinica immersa nella pace, per il James Bond interpretato da Daniel Craig, (il set è la Villa del Balbianello a Lenno, in Casino Royale); oppure, sempre la stessa location può diventare un luogo simbolo dell’immaginario, come il pianeta Naboo di Star Wars – Episodio II.

Da Trieste alla Calabria – Nord e sud uniti in questo viaggio tra set universali. A partire dall’estremo nord, suggestivo e ricco di location come Trieste, che oltre ad avere ospitato tantissimi film che la raccontano ha anche incarnato la memoria di territori “altri”. E, dunque, ecco che il porto vecchio diventa quello di Tobruk ne Il paziente inglese, mentre la Vecchia Pescheria si trasforma in Ellis Island (il luogo in cui, a New York, approdavano i migranti), nel Padrino Parte II, o Passo Pramollo diventa un’area di confine tra paesi dell’Est europeo in 007 – Zona pericolo, con Timothy Dalton. Dal nord all’estremo sud: la Calabria, la sua costa jonica e Riace in particolare diventano la Palestina, poco inquadrata ma evocata da colori e scorci, nel film d’esordio di Saverio Costanzo, Private, mentre la zona di Le Castella rinnova la sua magia, di luogo che supera connotazioni di spazio e tempo, in uno dei capolavori di Mario Monicelli, L’armata Brancaleone.

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