“SPECTRE”: IL NOSTRO INCONTRO CON DANIEL CRAIG, CHRISTOPH WALTZ, MONICA BELLUCCI E SAM MENDES

In occasione dell’arrivo in sala dell’attesissimo SPECTRE, abbiamo incontrato il regista Sam Mendes e i protagonisti Daniel Craig, Christoph Waltz e Monica Bellucci. Cosa ci hanno detto? Che James Bond, alla fine, ha il cuore più grande di tutti

SPECTREQuando entrano nell’elegante salone si ha come l’impressione che cerchino di abbattere il confine tra domanda e risposta, volendo creare un discorso fluido, guardando l’interlocutore direttamente negli occhi. Proprio come farebbe l’agente segreto di Sua Maestà, il ”doppio zero”, quello che costantemente si tiene in equilibrio tra morte, vita e rinascita. Metaforicamente e non. Loro, naturalmente, sono Daniel Craig, Christoph Waltz, Monica Bellucci e il regista Sam Mendes, protagonisti dell’atteso SPECTRE – il 24esimo capitolo della saga tratta dai libri di Ian Fleming, in uscita il 5 novembre -, volati in un batter d’occhio da Londra a Roma per presentare il film. Una pellicola che fonde, in un gioco tra il passato e il futuro di James Bond, tanti, differenti stili, appoggiandosi all’impeccabilità dei classici ma, pur sempre, mantenendo l’identità moderna che gli hanno regalato Daniel Craig e Sam Mendes con Skyfall prima, ma anche Marc Foster con Quantum of Solace e Martin Campbell con l’ottimo Casino Royale.

SPECTREDunque, questa volta, Bond deve affrontare il suo trapassato, arrivato fino a lui indossando tante maschere e ora pericolosamente vicino a sancire la definitiva fine di Bond stesso. Un nemico enorme, ramificato, dai mille tentacoli. Perché lo SPECTRE, come il male assoluto, è ovunque e indistruttibile, da sempre. «Quando ho iniziato a dar volto al personaggio, non l’ho fatto in modo conscio, non volevo copiare nessuno », ci ha detto Daniel Craig, dai brillanti occhi azzurri, quando gli viene chiesto come ha fatto ad attualizzare, per stile e linguaggio, un personaggio iconico e leggendario, «Mi sono ispirato a Fleming, che è l’unico modo per portare sul grande schermo Bond. Ho fatto tutto da zero, mi sono lasciato uno spazio attorno a lui, così ero pronto a qualsiasi evento. Tutto con una regola di base: stai interpretando James Bond! ». Un’affermazione che fa eco a quella del meraviglioso (e già mitico) villain del film, Christoph Waltz. «Mendes voleva un cambiamento, Bond questa volta cerca la bellezza vera a 360° gradi. Per quanto riguarda la mia interpretazione, beh, non mi sono portato appresso i miei vecchi personaggi, perché ogni volta interpreto esclusivamente la parte che ho. Il nostro lavoro è arte e utilizzo ciò che mi è stato donato, senza mai imporre nulla ».

SPECTREIn SPECTRE, oltre Lea Seydoux, troviamo anche l’affascinanteMonica Bellucci, in un ruolo che scaturisce, poi, la giostra di eventi che porteranno Bond ad incontrare la sua nemesi: «Con Mendes e Craig ho avuto un piacere recitativo incredibile », dice l’elegante e bellissima attrice italiana, in abito lungo nero e rosso granata. «Nel personaggio c’è tanta femminilità, è una donna che passa dalla paura all’estasi. Mendes mi ha esplicitamente detto che voleva una donna adulta, con un viso che trasmettesse solitudine e timore. Salvata dalla sensualità e da James Bond ». Una grande emozione per la Bellucci, che ha raccontato anche le sensazioni sul set, prima di girare: «Ho vissuto tante e diverse emozioni, grazie al mio personaggio e grazie a Sam Mendes. La recitazione si può dividere in due aspetti: quello tecnico e quello che riguarda l’atmosfera. E, dico, che i due minuti che anticipano il ciak danno sempre i brividi, nono sai che cosa esce fuori. Ma io vivo proprio per quei 2 minuti lì ». Il discorso continua a premere sull’interpretazione di Waltz che, dopo aver vinto l’Oscar per due volte, grazie alle sue incredibili performance in Bastardi senza gloria e Django Unchained, spiega il suo approccio verso il personaggio di Franz Oberhauser: «Io sono andato sul logico, per prima cosa bisogna capire il film che, poi, è un lavoro di tutti, dal regista a noi attori, fino ai montatori, i fonici, i fotografi… Tutti questi elementi sono fondamentali. Poi, naturalmente, c’è l’aspetto psicologico. Il personaggio in questione diventa assoggettata a noi, quello che prova lui lo proviamo noi e viceversa ».

SpectreOvviamente, in SPECTRE, c’è l’aspetto spettacolare dell’opera, alternato sapientemente alle fasi più introspettive e oscure. A riguardo, il regista Sam Mendes, ha raccontato cosa si nasconde dietro la bellissima e riuscitissima scena iniziale, ambientata in Messico, martellata dal ritmo dei tamburi e girata per mezzo di un lungo piano sequenza: «La scena in Messico, durante il Giorno dei Morti, è una delle più belle del film. Tutto quello che ho imparato in Skyfall è in questi primi minuti. C’è azione, energia, atmosfera. Lo sforzo produttivo è stato enorme, vero, ma è un microcosmo all’interno del film, dove si cambia andatura e ritmo. Una specie di respirazione… Si inspira e si espira ». In conclusione, viene citato lo straordinario inseguimento in Aston Martin tra i vicoli di Roma. Una delle cornici, insieme all’Austria, il Messico stesso e il Marocco, che fanno di SPECTRE un viaggio per il mondo. «Abbiamo ”utilizzato” Roma senza caricarla di cliché. Non volevamo la cartolina. Questo è un posto fantastico, e abbiamo scoperto uno dei tesori nazionali: Monica Bellucci! No, scherzi a parte, siamo stati accolti benissimo poi, c’è sempre tanto calore e ve ne siamo grati. Incredibile che Bond prima di SPECTRE non sia mai stato a Roma », ha affermato il regista Sam Mendes. Stesso parere per Daniel Craig che, spolverando la parte più romantica di 007, ha mandato un affettuoso messaggio alla Capitale: «Girare qui è stata un’esperienza incredibile! E tutti, qui, abbiamo lasciato un pezzo del nostro cuore ». Dolce, James Bond.

Damiano Panattoni

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(Ph. di Piero Coccia)

 

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