I film della nostra vita: “A qualcuno piace caldo mi ha insegnato a non giudicare dalle apparenze”

Nell’ambito dell’iniziativa I film della nostra vita, in questi giorni vi stiamo chiedendo di raccontarci qual è stato il film che ha avuto un impatto sulla vostra vita, che ha cambiato il vostro modo di essere, di vedere le cose. Ci è arrivata questa storia, firmata da “Peppe Pantera”, la vogliamo condividere con voi.

Qui se vorrete potrete raccontare la vostra.

Era l’estate del 1978 o ‘79. Io e i miei due inseparabili amici, Leonardo e Sandro, passavamo le giornate giocando a pallone sotto casa nell’attesa che arrivasse il giorno di partenza per il mare. Mia madre un pomeriggio, per farci fare qualcosa di diverso, decise di portarci al cinema. Chiese il permesso alle altre mamme e caricò me e gli altri due “moschettieri” sulla sua 500 e si diresse verso il centro. A quell’epoca (purtroppo é passato talmente tanto tempo che si può parlare di epoche) c’erano ancora i cinema di prima visione, di seconda e d’essai, ma durante il periodo estivo le programmazioni di tutte le categorie puntavano sui vecchi film. Bisogna calarsi in quel periodo, e capire che il palinsesto televisivo doveva coprire solo un paio di canali, e quindi non era così facile vedere tutta la produzione cinematografica del passato. Arrivammo in cima a via 4 Novembre e mia madre parcheggiò.

Il cinema era quello che si affacciava sulla piazza all’inizio di via delle tre cannelle, che i cinefili ricordano per essere la via del banco dei pegni oggetto del tentativo di furto da parte dei “soliti ignoti”. Entrammo tutti contenti. Premetto che mia madre non ci aveva detto il titolo del film, perchè voleva farci una sorpresa. La delusione fu terribile, perchè giá dai cartelloni pubblicitari capimmo che si trattava di un film in bianco e nero. In quegli anni vedere un film al cinema ci consentiva di godere del colore, che invece ancora non era disponibile per le tv di casa. Repressa la delusione, per non ferire mia madre, entrammo mogi mogi per vedere questo vecchiume. Già dopo dieci minuti dall’inizio, eravamo tutti e tre rapiti.

La storia, l’ironia dei personaggi, le battute intelligenti e mai scontate, il ritmo della narrazione, ci avevano fatto passare un’ora e mezzo di divertimento assoluto. Da allora ho imparato a non giudicare mai qualcosa prima di aver costatato di persona se sia positiva o negativa, a prescindere da quanto sia vecchia o nuova o magari fatta da qualcuno che in passato mi ha deluso. Ho detto “qualcosa”, perché questo per me è stato un insegnamento che mi è tornato utile in moltissimi aspetti della mia vita, e se qualcuno non mi avesse preceduto, avrei potuto inventare l’adagio “ non giudicare mai un libro dalla copertina.

Ah, dimenticavo! Il film, il “vecchiume”, era “A qualcuno piace caldo”

di lettore che si firma Peppe er Pantera

I film della nostra vita