Vanessa Bryant risponde alle accuse di Evan Rachel Wood sul marito Kobe ad un anno di distanza

Evan Rachel Wood aveva chiamato Kobe Bryant 'uno stupratore' poche ore la notizia della sua morte

Appena qualche ora dopo la morte di Kobe Bryant, avvenuta il 26 gennaio 2020, aveva fatto molto discutere un tweet scritto da Evan Rachel Wood che accusava il defunto giocatore NBA di essere ‘uno stupratore’. “Quello che è successo è tragico. Ho il cuore spezzato per la famiglia di Kobe. Era un eroe sportivo. Era anche uno stupratore. E tutte queste verità possono esistere contemporaneamente”, aveva scritto l’attrice di Westworld.

Ad un anno e un mese di distanza da quel tweet, la vedova di Kobe, Vanessa Bryant, ha commentato le accuse della Wood definendo le sue parole “vili” e “inquietanti”. La donna ha postato sulle sue Instagram Story che il tweet è giunto alla sua attenzione solo dopo più di un anno.

“Il tuo tweet del 26 gennaio 2020 è falso, insensibile, diffamatorio, vile e a dir poco disturbante”, ha scritto sopra uno screenshot del tweet originale. “Un comportamento come questo è parte della ragione per cui uomini neri innocenti vanno in prigione per crimini che non hanno commesso. Un’accusa non rende qualcuno colpevole”.

“NON CONOSCI I FATTI DEL CASO”, ha poi aggiunto, inviando lo stesso messaggio alla produttrice cinematografica Abigail Disney, che all’epoca aveva altresì twittato: “Quell’uomo era uno stupratore. Fatevene una ragione”.

Kobe Bryant era stato accusato di aggressione sessuale nel 2003 da un’impiegata d’albergo di 19 anni in Colorado. I procuratori lasciarono cadere le accuse dopo che l’accusatrice si rifiutò di testimoniare. Tempo dopo la ragazza aveva intentato una causa civile contro il giocatore, risolta poi nel 2005 fuori dal tribunale.

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