Anarchia – La notte del giudizio

In sala dal 23 luglio

The Purge: Anarchy Usa, 2014 Regia James DeMonaco Interpreti Frank Grillo, Michael K. Williams, Carmen Ejogo, Zach Gilford, Kiele Sanchez, Keith Stanfield Sceneggiatura James DeMonaco Produzione Michael Bay, Jason Blum, Andrew Form, Bradley Fuller, Sebastien Lemercier Distribuzione Universal Durata 1h e 44′
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IL FATTO — Una coppia sull’orlo della rottura la cui auto si ferma improvvisamente su un ponte deserto. Una  cameriera che chiede invano l’aumento si affretta verso casa, dove l’aspettano un padre anziano e la figlia. Mentre tutti sembrano riparare al coperto, un uomo si arma per uscire… È il prologo di una nuova notte del giudizio, le dodici ore durante cui, una volta all’anno, chiunque può compiere qualsiasi violenza senza essere punito. Anzi, l’idea è che si tratti di una purificazione.

L’OPINIONE — Più ricco, più vario nei personaggi e nelle location, più esplicitamente politico, il sequel dell’ultimo successo a sorpresa della premiata factory di Jason Blum (responsabile dei Paranormal Activity, Insidious, del telefilm HBO The Normal Hearth e trionfatore del Sundance con Whiplash) è un omaggio dichiarato alle visioni notturne e darwiniane di John Carpenter – il regista/sceneggiatore DeMonaco ha scritto il remake di Assault on Precinct 13 (2005), remake di Distretto 13: le brigate della morte (1976) – e il secondo passo verso la creazione di una franchise a basso costo e alto tasso d’efficacia che lascia immaginare un numero potenzialmente infinito di variazioni, come i Saw o i Final Destination.
Neri, poveri, latinos sessualmente frustrati, donne gelose, persino i grassi, sono le vittime per eccellenza della notte del giudizio, un rituale in cui, si scopre in questo secondo capitolo, anche il governo ha una partecipazione e un tornaconto.

SE VIÂ È PIACIUTO GUARDATE ANCHE… Di  John Carpenter,  1997: fuga da New York (1981), il citato Distretto 13: le brigate della morte (1976) e Essi vivono (1988). E poi La pericolosa partita (1932) di Irving Pichel ed Ernest Dickerson, Senza tregua (1993) di John Woo.      — Giulia D’Agnolo Vallan

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