Secret Team 355 – La recensione

In sala dal 12 maggio l’action thriller al femminile voluto da Jessica Chastain, con le “Award winner” Penélope Cruz e Lupita Nyong’o, Diane Kruger e la star cinese Fan Bingbing

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Quattro, anzi cinque, determinate (e bellissime) agenti segreti, di altrettante “agenzie” internazionali, da principio in concorrenza tra loro, poi alleate per salvare il mondo da una terrificante minaccia cibernetica, gestita da varie accolite di uomini cinici, opachi, avidi, naturalmente pronti a tutto, ma finalmente battibili, in un crescendo di situazioni pericolose, trovate geniali, arti marziali, duelli all’ultimo fucile automatico e solidarietà femminile.

“Chi ha detto che una spy story debba essere per forza maschile?

È la trama di Secret Team 355, un action-thriller all star – tutte appartenenti al gentil sesso – in uscita a maggio dopo anni di attesa causa pandemia, distribuito da 01 Distribution. Gradevole, scandito da un buon ritmo e dalla forza e bravura delle protagoniste – l’americana Jessica Chastain, la tedesca Diane Kruger, la kenyota ma con cittadinanza messicana Lupita Nyong’o, la spagnola Penélope Cruz e la stella del cinema cinese e degli Avengers Fan Bingbing, il film è in realtà una creatura di una delle personalità in questo momento più influenti del cinema mondiale: Jessica Chastain, fresca del suo primo Oscar dopo due candidature, vinto come Migliore attrice protagonista per Gli occhi di Tammy Faye.

È stata lei, infatti, indimenticata protagonista di Zero Dark Thirty, il film sulla caccia a Osama Bin Laden, che valse a Kathryn Bigelow il primo Oscar alla regia vinto da una donna in 100 anni di cinema e a lei la prima nomination, il motore di questa produzione, che ha guidato da una sceneggiatura di Theresa Rebeck e Simon Kinberg e con la regia dello stesso Kinberg. L’attrice, in giuria a Cannes nel 2017, ha raccontato di essere rimasta colpita durante il festival dai molti manifesti dedicati a spy story e action thriller al maschile. «Perché non immaginarne uno tutto al femminile?».

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Per lei si è trattato anche di una nuova battaglia per la parità di genere. A partire dal titolo, che si ispira al celebre Agente 355, la donna spia che durante la guerra di indipendenza americana svolse un ruolo fondamentale per George Washington, contribuendo a trasferire informazioni sui movimenti delle truppe britanniche ai generali americani. Talmente brava da non essere ancora stata identificata, oltre 250anni dopo. «Ci sono così tante donne nella storia – ha sottolineato la Chastain – che hanno lavorato instancabilmente dietro le quinte e alle quali non è mai stato riconosciuto il lavoro portato a termine». «Sono sempre stata molto esplicita – ha aggiunto la Chastain – su come penso che le donne siano state trattate in passato nell’industria cinematografica e purtroppo è una storia che continua. Per me era importante realizzare un film in cui le attrici non fossero solo state ingaggiate ma parte integrante del lavoro di scrittura e sceneggiatura, attraverso l’ascolto delle loro idee, così che le decisioni non fossero prese soltanto da manager di qualche ufficio di Los Angeles».

Spie da Oscar

Da qui l’idea di identificare cinque grandi attrici in grado di rappresentare al meglio la varietà dei caratteri e le specificità del moderno universo femminile. Il risultato è stato la presenza, appunto, di tre premi Oscar (Cruz e Nyong’o, oltre alla Chastain), a cui si sono aggiunte Fan Bingbing e Diane Kruger. Quest’ultima è un’agente dello spionaggio tedesco, subito in conflitto con l’agente Cia interpretato da Chastain, di cui farà a lungo fatica a fidarsi, mentre Lupita interpreta un’agente operativa dell’inglese M16, maga dei computer, Fan Bingbing è l’enigmatica agente dei servizi segreti cinesi, che compare nella seconda metà della storia, e la Cruz una psicologa analista dei “servizi” colombiani: «Quando Jessica Chastain mi ha chiesto che tipo di personaggio avrei voluto interpretare in questo mondo di spie – ha raccontato la musa di Pedro Almodόvar – ho risposto che avrei voluto essere un pesce fuori dall’acqua, figura che non ho mai visto in questo genere di film: una persona comune costretta a circostanze straordinarie. Mi è piaciuto esplorare l’idea che una persona normale debba vivere e comportarsi come questo gruppo di agenti».

A Mace, il personaggio della Chastain, anche il compito di destreggiarsi tra dovere e amore, per l’agente Cia “deviato” Nick, interpretato da Sebastian Stan, veterano dell’universo dei supereroi (l’altro protagonista maschile è Edgar Ramirez, nel film nel ruolo di “collega” della Cruz). Per prepararsi alle scene di azione, Jessica Chastain ha fatto riferimento al suo passato di ballerina: «La coreografia fisica per certi aspetti è come una danza, perché ha un ritmo e un conteggio. Se non sei dove devi essere, potresti far del male al tuo partner». Fortunatamente non è successo, almeno sul set, nonostante le scene d’azione prevalgano largamente sui momenti dedicati all’introspezione dei personaggi, i cui ritratti si definiscono comunque, man mano che la storia incalza, tra differenze e analogie.

Sebastian Stan e Jessica Chastain

Girato prima dei lockdown in location scintillanti o esotiche collaudate dal genere (Parigi, Londra, Berlino, la marocchina Marrakesh e Shanghai), Secret Team 355 ha trovato nuova attualità nelle minacce digitali che fanno da contorno all’invasione ucraina. E si candida a diventare un franchise emblematico della parità di genere.

L’OPINIONE

Non c’è per forza bisogno di intrecci mozzafiato, sottotesti, o secondi o terzi livelli di lettura per realizzare un film gradevole che tenga desta l’attenzione dello spettatore fino alla fine e magari colga l’occasione per segnalare le capacità, spesso misconosciute, dell’altra metà del cielo. È il caso di Secret team 355, che insegue il progetto di creare un fanchise thriller-action al femminile già tentato anni fa con Ocean’s 8. La trama in questo caso non è particolarmente raffinata, l’action ha nelle cinque scintillanti interpreti altrettanti epigoni a metà tra Bond e Rambo e cattiveria e malvagità sono riservate solo all’universo maschile, compresa una complicata storia d’amore tra la Chastain e l’opacissimo ex Winter Soldier Sebastian Stan. Ma, con il passare dei minuti, la bravura (e la bellezza) delle interpreti e l’efficacia delle riprese conquistano l’attenzione, fino a rappresentare un buon esempio di cinema di genere. Il nome del gruppo è ispirato al mitico agente 355, la misteriosa spia donna che rappresentò una delle armi segrete di Washington durante la rivoluzione americana.

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Il western Bad Girls, con Drew Barrymore e Madeleine Stowe, il già citato Ocean’s 8, spin off della banda di ladri creata da Steven Soderbergh e Red Snake, sul battaglione femminile internazionale anti Isis. Tra le serie, due titoli sugli altri: la grottesca e sincopata Sky Rojo spagnola e l’autorale Godless, entrambe su Netflix.

RASSEGNA PANORAMICA
Secret Team 355