RIFF XX, LGBT e Black Films Matter tra le anteprime del Festival indie

Tanto cinema indipendente nella ventesima edizione della kermesse.

Come sempre, sarà il cinema indipendente a farla da padrone nella XX edizione del RIFF – Rome Independent Film Festival, in programma nella Capitale dal 18 al 26 novembre. Il direttore Fabrizio Ferrari ha presentato un cartellone ricco di 95 opere tra lungometraggi, documentari e corti, 21 anteprime mondiali, 9 europee e 45 italiane.

Tra gli eventi speciali più attesi, il Focus sul Cinema Polacco e quello sulle tematiche LGBT, Black Films Matter, oltre all’omaggio a Franco Battiato e l’incontro contro la violenza sulle donne con la regista afghana Sahraa Karimi che presenterà il suo film Hava, Maryam, Ayesha.

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Tra le tematiche affrontate la corruzione, la pandemia, lo sport, la malattia mentale, la paura, l’educazione, la scienza, il futuro, la schiavitù, il razzismo, la vita dopo la prigione, il teatro degli ex-detenuti, il carnevale argentino, la rivoluzione dei garofani in Portogallo, la storia del centro di Roma, il vulcano Kilimanjaro, due fotografi catalani della periferia di Barcellona e i clown attivisti dai campi profughi in Palestina con una particolare attenzione verso il genere thriller.

Novità di questa 20esima edizione il suo svolgimento in varie location: oltre al Nuovo Cinema Aquila che rimarrà quella principale, si aggiunge il Cinema Troisi che ospiterà due programmazioni; le masterclass e i workshop si terranno invece e alla Biblioteca di Roma Mameli, alla Biblioteca di Roma Collina della Pace e al WEGIL spazio polivalente anch’esso con sede a Trastevere. Dopo il successo della scorsa edizione, quest’anno parte del festival verrà inoltre presentato nella sala virtuale di MYmovies.it (accredito a 9.90 €).

Le Sezioni del concorso saranno: Feature film, International documentary, National documentary, International short, Italian short, Animation short, Sudent short e le sezioni per le sceneggiature e soggetti. La giuria chiamata a giudicare i lavori finalisti è composta da: Wieland Speck (Direttore della sezione Panorama alla Berlinale), Bijaya Jena (regista e attrice indiana), Sahraa Karimi (regista afghana), Laura Buffoni (critica e produttrice), Anja Strelek (regista di documentari e coordinatrice del festival International du Film de Bruxelles), Gergely Pohárnok (direttore della fotografia), Carl Haber (regista e scrittore americano) e l’attore Davide Mancini.

La santa piccola

Film di apertura della XX edizione giovedì 18 novembre alle 11.00 alla nuova Sala Trosi “La Santa Piccola” di Silvia Brunelli, già presentato alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. In un rione soleggiato di Napoli dove tutti si conoscono, Mario e Lino, amici inseparabili, vivono giorni che si susseguono tutti uguali. Tutto cambia quando la sorellina di Lino, Annaluce, inizia a fare miracoli, divenendo la santa protettrice del rione….

Per il film di chiusura venerdì 26 novembre alle 20.00 Francesco Apolloni torna al RIFF vent’anni dopo aver presentato il suo primo lungometraggio, “Fate come noi”, con il suo ultimo film “Addio al Nubilato” fuori concorso. Eleonora voleva rifarsi tutta; Linda voleva morire prima dei 40 anni; Vanessa scommetteva che sarebbe diventata grassissima; e Chiara ha fatto fare loro una promessa: che anche vent’anni dopo ci sarebbero state sempre l’una per l’altra.

Governance

8 i lungometraggi in concorso. “Governance” di Michael Zampino (Italia). Renzo Petrucci deve abbandonare l’incarico di Direttore Generale di un gruppo petrolifero dopo un’inchiesta per corruzione. Convinto che a tradirlo sia stata la collega che ha preso il suo posto, Renzo la uccide riuscendo poi a cavarsela nell’indagine che segue. Richiamato dall’azienda, il manager conquista il vertice malgrado i sospetti crescenti che pesano su di lui…

The Grand Bolero” di Gabriele Fabbro (Italia) in anteprima europea è uno psycho-thriller ambientato in Italia durante il lockdown da Covid-19. Roxanne, una rude restauratrice di organi a canne di mezz’età, cerca di controllare la sua attrazione ossessiva verso la sua nuova giovane assistente muta.

“Fino ad essere felici” di Paolo Cipolletta (Italia). Andrea è un quarantenne, consulente del lavoro in uno studio associato, che vive un’apparente vita ordinaria con sua moglie Lucia ed il figlio undicenne Tommaso. Il loro matrimonio è agli sgoccioli, schiacciato da una routine asfissiante. Ma non tutto è come sembra. Un profondo segreto e la presenza dell’ambigua figura di Ciro, rendono palese l’esistenza di un’altra vita.

“Future Is a Lonely Place” di Martin Hawie & Laura Harwarth (Germania) in anteprima europea. Frank, cittadino integerrimo, ruba un’auto blindata per poi consegnarsi. Il suo movente è un mistero. In prigione, incrocia il cammino con il diffidente e spietato Fuad, protetto di un clan arabo.

“Dear One” di Grzegorz Jaroszuk (Polonia, Repubblica Ceca) in anteprima italiana. Il padre di Piotr, che lui non vede da anni, chiama di punto in bianco chiedendogli di fargli visita. Quando rivela a Piotr e sua sorella che la loro madre è scomparsa senza dire una parola, i membri di questa divisa famiglia inizieranno a cercarla, scoprendo lungo la strada ogni sorta di strane storie…

“Sam” di Yan England (Canada) in anteprima europea è un thriller psicologico che racconta la storia di un atleta di 22 anni e nuotatore competitivo, che aspira a partecipare ai Giochi Olimpici. Sam si troverà al centro di un evento drammatico dalle inaspettate ripercussioni a lungo termine, e si vedrà così costretto a rivalutare la sua vita.

“Mía & Moi” di Borja de la Vega (Spagna) in anteprima italiana. Dopo aver perso la madre, Mía e Moi, sorella e fratello, si rifugiano nella casa di famiglia in campagna, un posto dimesso, quasi in mezzo al nulla. Con loro, Biel, il fidanzato di Moi. Insieme, i tre cercano di superare le proprie ferite; soprattutto Moi, reduce da un grave esaurimento nervoso.

“Remains of a Man” di Ana Johann (Brasile) in anteprima italiana. Renata vive isolata in campagna con la figlia adolescente e il marito, idealizzando la paura come un sentimento comune. L’arrivo di uno sconosciuto risveglia in lei il desiderio di tutto ciò che era addormentato.

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13 i documentari in concorso. Zero Gravity” di Thomas Verrette (Usa) in anteprima europea è una storia potente e stimolante sull’educazione, la scienza e le future generazioni. Visto attraverso gli occhi meravigliati di tre diversi studenti delle scuole medie e del loro insegnante, ognuno di loro intraprende un viaggio intimo e personale nello spazio durante una competizione contro squadre di tutta la nazione per codificare satelliti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

“El Fulgor” di Martín Farina (Argentina) in anteprima italiana. Il carnevale è alle porte. Assistiamo al rito della “pulizia della carne” eseguito dai “gauchos” che dispiegano i loro coltelli. Il paesaggio bucolico si mescola con le strade della città. Lentamente, tutto si riempie di colori, piume e uomini seminudi. Le maschere cominciano a coprire i volti e l’alcool disinibisce.

“Rua do Prior 41” di Lorenzo d’Amico De Carvalho (Portogallo, Italia). Lisbona, 1974. Franco, giovanissimo militante di Lotta Continua, atterra nel paese in festa per la liberazione da 40 anni di regime. Sa che la Storia è in marcia. Quello che non sa, è che i mesi che seguiranno segneranno per sempre la sua vita.

“From my House in da House” di Giovanni La Gorga & Alessio Borgonuovo (Italia) in anteprima mondiale è un documentario che con tono leggero e un ritmo serrato racconta gli ultimi trent’anni del centro di Roma, in chiave ironica. Dal fulgore dei primi anni ’90 al buio di oggi, senza mai cadere nella retorica.

“Soul Travel” di Guia Zapponi (Italia). Il tema del viaggio, non solo fisico ma anche come percorso interiore, è il fil rouge che, dall’Italia, condurrà lo spettatore alla scoperta di uno dei luoghi più spettacolari della Terra: il vulcano Kilimanjaro.

“Sue” di Elisabetta Larosa (Italia) in anteprima mondiale. La storia di tre donne che sono uscite dallo stato di schiavitù e che hanno “osato una speranza” restituendosi la dignità depredata. Una speranza per tante altre donne schiave, una speranza per gli uomini persi ed egoisti nei loro impulsi allucinanti, una speranza collettiva e trainante verso sensibilità migliori per un’umanità meno ferita e più integra.

“A Declaration of Love” di Marco Speroni (Italia) in anteprima mondiale. Un uomo condannato a morte viene dichiarato innocente e rilasciato dopo 22 anni trascorsi nel braccio della morte. Ora deve affrontare una nuova sfida: sopravvivere alla libertà.

“In My Skin” di Toni Venturi & Val Gomes (Brasile) in anteprima italiana. Un medico scambiato per un ladro. Una donna delle pulizie trattata come una schiava. Una madre che ha perso il figlio assassinato dalla polizia. Un impiegato trans che non viene mai promosso. Cosa hanno in comune? Il colore della pelle. Una riflessione sul razzismo radicato in Brasile.

“A Family (Une Famille)” di Christian Carmosino Mereu (Italia, Burkina Faso). Missa, Adama, Nafissa e Irene sono quattro giovani africani che studiano all’Università di Ouagadougou in Burkina Faso. Frequentano un Master sull’innovazione e lo sviluppo rurale. Dopo una fase in aula, intraprendono un lavoro sul campo che permette loro di scoprire le competenze, i valori e le difficoltà quotidiane di tanti contadini e contadine.

“Donne di Terra” di Elisa Flaminia Inno (Italia) è un documentario composto da cinque episodi. Ogni episodio racconta la storia di un cambiamento, di come ognuna di loro è arrivata alla terra e di come hanno creato un sistema di auto-sostenibilità. Le storie di queste donne sono l’esempio condivisibile e riproducibile di una scelta, che ognuno di noi oggi è chiamato a fare.

“Fort Apache” di Ilaria Galanti & Simone Spampinato (Italia) in anteprima italiana mostra la costruzione e la messa in scena di “Famiglia”, ultimo spettacolo della compagnia Fort Apache, unica realtà italiana composta da attori ex-detenuti. Attraverso la pièce, gli attori fanno i conti con la propria vita ed il proprio passato. E grazie al successo di Marcello Fonte a Cannes 2018, i membri della compagnia hanno la loro occasione di mostrare al mondo di essere attori professionisti.

“Everything at Once (Paco & Manolo’s gaze)” di Alberto Fuguet (Cile/Spagna) in anteprima italiana è un film-saggio su una peculiare coppia di artisti: si tratta di Paco & Manolo, fotografi catalani della periferia di Barcellona che lavorano e vivono insieme ormai da tre decadi. I due fondono sguardi e immaginario individuali, fino a renderli quelli di un unico fotografo.

In “Clown’s Planet” di Hector Carré (Spagna) in anteprima italiana il regista mostra il mondo dei clown attivisti dai campi profughi in Palestina, attraverso una chiesa dedicata a una papera di gomma a Madrid fino agli orfanotrofi in Russia, per diventare un clown egli stesso, all’interno di un gruppo guidato da Patch Adams. Il documentario ci porta a riflettere sulla fede, la magia, la risata, l’amore e il potere curativo convogliato dall’atteggiamento del clown verso la vita.

 

Il RIFF quest’anno vuole ricordare il Maestro Franco Battiato riproponendo “Temporary Road – (Una) vita di Franco Battiato”, diretto da Giuseppe Pollicelli e Mario Tani domenica 21 novembre alle 20.15. Un doc che è un’istantanea di Battiato, attraverso un auto-racconto intimo, intessuto di misticismo e, naturalmente, attraverso la sua musica. Un omaggio ad una delle figure più poliedriche della cultura contemporanea, per raccontare le tante sfumature di un artista, la cui arte spazia tra musica, cinema, sperimentazione e meditazione.

Per tutti gli altri incontri, eventi, contest e workshop, si rimanda al nuovo sito ufficiale www.riff.it, dove è possibile consultare il programma completo.

Alcune segnalazioni e appuntamenti nella pagina seguente, dopo il manifesto

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