Torino Film Festival: su YouTube la seconda masterclass, con Aleksandr Sokurov

Il grande regista russo ha preso parte alla seconda masterclass del TFF, svoltasi il 22 novembre in diretta YouTube: con lui, gli allievi registi, che portano al festival i corti de Il tempo degli inizi

Alla seconda masterclass del Torino Film Festival (in diretta YouTube) è intervenuto uno dei maggiori autori viventi del cinema russo (ed europeo), Aleksandr Sokurov. Il regista di film come L’arca russa e Faust si è collegato con i suoi allievi del corso in “Regia del cinema di fiction e documentario e montaggio” dell’Università Statale per il Cinema e la Televisione di San Pietroburgo. Proprio al TFF è possibile vedere il frutto dell’impegno dei corsisti, ovvero i 12 cortometraggi riuniti sotto il titolo Il tempo degli inizi (disponibile in streaming fino alle ore 14 di martedì 24 novembre). A moderare l’incontro, che ha visto anche la partecipazione degli studenti del DAMS e del CAM dell’Università di Torino e del Politecnico di Torino, Alena Shumakova.

«Il lavoro con personalità già formate», ha affermato Sokurov a proposito della sua attività di insegnante, «esige un’attenzione particolare. Meno di tutto vorrei cambiare o modificare il loro punto di vista sul mondo. Il nostro compito è quello di aiutare gli studenti a trovare la propria strada nell’arte, indirizzarli, rispondere alle domande che stanno loro a cuore». E l’andamento dell’incontro online ha rispecchiato pienamente questo spirito: il regista-maestro, infatti, non ha voluto accentrare su di sé e sul suo cinema l’attenzione, cedendo gran parte dello spazio e del tempo agli allievi, quelli da San Pietroburgo e quelli dall’Italia.

Gli uni e gli altri hanno infatti dialogato a distanza, confrontandosi sui lavori de Il tempo degli inizi e sulle impressioni che questi hanno sortito nei colleghi italiani, nonché sui programmi di studio dei corsisti di cinema in Russia e sulle difficoltà che i giovanissimi filmmaker si sono trovati e si trovano ad affrontare: difficoltà che spesso sono le stesse con cui devono fare i conti i cineasti esperti come lo stesso Sokurov, il quale a questo proposito si è soffermato sul complesso lavoro per la realizzazione del film Francofonia, girato all’interno del Louvre. «Le difficoltà si trovano ogni giorno, i ragazzi le trovano tutti i giorni», ha detto al riguardo il regista, aggiungendo che l’importante, per un maestro, è «insegnare come affrontarle, non come evitarle».

Tra gli allievi del regista anche Vladimir Koptsev, anche lui in selezione al TFF col corto My Sister’s Mercy, incentrato sull’incontro tra un soldato ferito e un’infermiera in un ospedale durante la guerra russo-afghana. Koptsev ha preso la parola durante la masterclass raccontando il suo avvicinamento al mondo del cinema, iniziato in modo «casuale, caotico», con l’arrivo a S. Pietroburgo nel 2014: «Mi occupavo di pugilato e ho fatto la controfigura in un film», passando però anche attraverso gli studi di ingegneria edile e il lavoro di giornalista televisivo, fino ad arrivare a quel mestiere di filmmaker «che è mio, che sento mio». Un racconto emblematico della varietà di provenienze e percorsi degli allievi di Sokurov. Il quale, non per nulla, ha affermato che tra realizzare un film e insegnare cinema «le coincidenze sono tantissime»: poiché «un film è unico nel suo genere» così come ogni studente «è un singolo mondo».

Emanuele Bucci