FRENCH TOUCH, ALLA SCOPERTA DEI FILM FRANCESI INEDITI IN ITALIA: “UNE AUTRE VIE”

Inizia oggi un viaggio a puntate alla scoperta del “french touch” dei migliori titoli francesi, recenti e non, mai usciti in Italia: partiamo con Une autore vie di Emmanuel Mouret con la nostra Jasmine Trinca

DI VALERIO GUSLANDI

une-autre-vieUNE AUTRE VIE
di Emmanuel Mouret, con Jasmine Trinca, Joey Starr, Virginie Ledoyen (Francia 2013)

LA STORIA Aurore (Jasmine Trinca) è una giovane pianista di successo. Dopo la morte del padre cade in uno stato di depressione che la porta ad abbandonare le scene, ritirandosi nella villa di famiglia nel Sud della Francia. Qui incontra Jean, un tecnico installatore di allarmi, che sta sistemando il sistema di protezione della villa. Imprevedibilmente tra i due scoppia l’amore. Jean, che vive da anni insieme a Dolores, commessa in un negozio, si divide tra le due donne, non sapendo prendere una decisione. Dolores dal canto suo non sembra disposta a cedere il suo uomo ad Aurore. Ma quando Jean sembra aver finalmente fatto la sua scelta, un incidente rimette tutto in discussione…

PERCHÉ VEDERLO Presentato in concorso al Festival di Locarno 2013 Une autre vie è il settimo film diretto a Emmanuel Mouret, spesso anche interprete dei suoi lavori. In Italia sono usciti Cambio di indirizzo (2006) e Solo un bacio per favore (2007), sempre con Virginie Ledoyen e Stefano Accorsi. Jasmine Trinca non è alla sua prima esperienza con registi francesi, è apparsa nel 2009 in Ultimatum di Alain Tasma, in L’Apollonide (2011) e in Saint Laurent (2014) di Bertrand Bonello, senza dimenticare The Gunman sempre del 2014 diretto da Pierre Morel, co produzione franco-spagnolo-americana con Sean Penn. Mouret ama mettere in scena i sentimenti, ma questa volta abbandona i toni più leggeri e surreali del suo cinema, per molti debitore di Rohmer e Woody Allen, per mettere in scena un melodramma a tre voci che ha diviso il pubblico. In questo caso i più entusiasti hanno scomodato Douglas Sirk come pietra di paragone, un nome inevitabile quando une autre viesi parla di mèlo, ma il paragone sembra eccessivo. Il film funziona soprattutto nella prima metà, quando descrive con tocchi leggeri la situazione psicologica di Aurore e il nascere della passione con Jean. In questa parte il coinvolgimento emotivo è più forte. Poi, quando entra in scena Dolores, iniziano dei cambi di marcia, che fanno avvitare la storia su se stessa, salvo riprendersi in un finale che poteva arrivare prima. Vale la pena vedere Un autre vie per recuperare una bella prova di Jasmine Trinca, sempre molto brava a sottrarre emozioni eccessive ai suoi personaggi e a lavorare di sfumature, recitando anche solo con lo sguardo. Virginie Ledoyen è un po’ sacrificata, ma riesce a dare incisività al suo personaggio soprattutto nella scena finale. Qualche dubbio sulla “presenza” di Joey Starr, un attore più a suo agio nelle pellicole d’azione. Nell’intento del regista avrebbe dovuto essere una specie di Lino Ventura, ma sembra più un Charles Bronson costretto a fare il sentimentale.

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