GABRIELE MAINETTI, LA NOSTRA INTERVISTA SOCIAL A CIAK IN MOSTRA

Gabriele Mainetti

Dopo il successo di Lo Chiamavano Jeeg Robot il regista Gabriele Mainetti sbarca al Lido per presentare il suo corto Ningyo, che è anche uno spot pubblicitario della nuova Renault Scenic. Dopo Muccino (qui la nostra intervista) anche Mainetti è venuto a trovarci in redazione per raccontarci qualcosa di più sul progetto, su di lui e sui suoi prossimi impegni.

IL CORTO

Gabriele MainettiDopo Jeeg Robot ci ha chiamato Think Cattleya, la sezione di Cattleya che si occupa di pubblicità e come accade spesso in quel mondo abbiamo fatto una gara per la realizzazione di uno spot.
Publicis, l’agenzia creativa che lavora con Renault, ha chiesto a noi di scrivere la storia, che  è stata realizzata dalla persona con cui collaboro da 20 anni, Nicola Guaglianone. Poi abbiamo vinto la gara, hanno partecipato parecchi altri registi ma non voglio nominarli perché non sarebbe corretto, e abbiamo girato il corto.

LA MOSTRA DEL CINEMA

Sono riuscito a vedere solo due film, anzi un film e l’inizio delle due puntate di The Young Pope.
Il film è Nocturnal Animal di Tom Ford che mi è piaciuto moltissimo, ho pianto, con Occhipinti (Andrea, Amministratore Unico di Lucky Red n.d.r.) che mi guardava e io che cercavo di girare la testa dall’altra parte. Mi ha davvero toccato, è una storia che conosco molto bene. Noi siamo degli artisti e spesso la sensibilità viene scambiata per debolezza, stare accanto a persone così non è facile, ma sono convinto che se c’è l’amore la storia perdura. D’altra parte chi sceglie la strada più semplice inaridisce. Anche registicamente è molto interessante, e ho adorato l’interpretazione di Jake Gyllenhaal.
Poi ho visto le prime due puntate della nuova serie di Sorrentino, che ho trovato davvero splendida. Sono molto felice per lui che mi è sempre piaciuto. Io vengo da una famiglia molto cattolica e ho avuto un’educazione durissima, per cui il tema mi colpisce molto. Anche solo da queste prime due puntate si percepisce che c’è un grande amore per i personaggi e che c’è tanta “pancia”, si capisce che Sorrentino la sentiva davvero, che è davvero dentro a questa cosa. Ora sono curiosissimo di come andrà a finire.

IL SUCCESSO DI JEEG ROBOT

Dopo Jeeg Robot è cambiato tutto, ora mi si spalancano tutte le porte. È assurdo, forse sono io che ho un problema con il tempo. Ci ho messo tanto tempo a farlo Jeeg e ora sto impiegando tempo a fare il prossimo film, anche se potrei girarlo non oggi, ma l’altro ieri… Ho un po’ di angoscia, ma non prestazionale perché non mi interessa cosa dicono i mie colleghi, mi preoccupo dei fan, che si aspettano qualcosa da te. E spesso i fan si aspettano quello che hanno già visto, mentre io devo andare avanti. Poi vorrei ritrovare quella stessa ingenuità e incoscienza che ti fa essere molto coraggioso nelle scelte. Vedremo. Per ora lo stiamo scrivendo e confermo che non si tratta del seguito di Jeeg Robot. Dopo il successo del film me lo hanno proposto praticamente tutti. Avrebbe significato andare sul sicuro, se non altro commercialmente. Ma per ora non lo voglio fare, nel prossimo futuro chissà.

I SOCIAL

Preferisco Instagram, io amo la fotografia e i reportage, quelle foto capaci di cogliere l’essenza del momento, mentre odio i primissimi piani di chi ha subito abusi o violenze.
Ho anche la pagina Facebbok, ma da Facebook mi sono un po’ allontanato quando mi sono accorto che postando foto mie o di Jeeg avevo migliaia di like, se invece postavo qualcosa di più serio e impegnato i like non arrivavano a venti. Ti chiedi cosa interessi davvero alle persone che ti seguono. Ma non lo giudico, probabilmente devo capire ancora come usarlo.