HOLLYWOOD SUI NAVIGLI: IL CINEMA GIRATO A MILANO

PosterSe la Hollywood sul Tevere è assurta a mito e a icona di un’epoca irripetibile, quella sui Navigli è sicuramente meno nota, ma non per questo priva di un suo fascino. Anche Milano è stata quinta di capolavori del cinema, di scene indimenticabili e di storie rimaste nella memoria collettiva. Chi non ricorda i clochard di Miracolo a Milano che da piazza Duomo s’involano sulle loro scope? O il drammatico femminicidio di Rocco e i suoi fratelli sulle sponde dell’Idroscalo? O, ancora, il goffo tentativo di rapina de L’audace colpo dei soliti ignoti? Gli esempi potrebbero continuare a lungo, ma per farsi un’idea di quello che la città di Milano ha rappresentato per il cinema, come sfondo ma anche protagonista di pellicole, tralasciando l’aspetto economico e produttivo, non perdetevi la bella mostra che l’associazione culturale Work in art ha organizzato allo Spazio Oberdan in collaborazione con Fondazione Cineteca Italiana di Milano. Milanifesto: i film girati a Milano, magnifica esposizione di poster cinematografici dagli anni ’60 agli ’80 provenienti dalla collezione privata di Vito Elia, si terrà dal 15 giugno al 31 agosto nel foyer dello Spazio, accompagnata da una rassegna cinematografica di film girati e ambientati nel capoluogo lombardo.

La notteSi potranno rivedere i manifesti di pellicole famose e popolari, come i poliziotteschi degli anni ’70 (Banditi a Milano, Milano calibro 9), e di chicche come Super rapina a Milano, prima regia di Adriano Celentano del 1964, o di Milano nera, dello stesso anno, diretto da due registi poco conosciuti come Gian Rocco e Pietro Serpi, ma sceneggiato nientepopodimeno che da Pier Paolo Pasolini. Tra i film in rassegna il raro La rimpatriata (1962) di Damiano Damiani, con uno struggente Walter Chiari, e Svegliati e uccidi (1966) di Carlo Lizzani, un biopic ante litteram con Robert Hoffmann nei panni di Luciano Lutring, il “solista del mitra”, e colonna sonora di Ennio Morricone. Pellicole che non solo hanno segnato la storia del nostro cinema, ma che hanno anche raccontato l’evoluzione urbanistica e sociale della città, dalle rovine del dopoguerra (indimenticabile la scena in cui Jeanne Moreau si aggira fra le macerie di una casa bombardata ne La notte di Michelangelo Antonioni) al boom dei ruggenti ’60 all’inizio della stagione buia del terrorismo.

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