“La villa” di Robert Guédiguian: a Venezia 74 il ritorno alle origini di tre fratelli

In un paesino sul mare, ora semi abbandonato e non lontano da Marsiglia, si ritrovano i tre figli di un anziano ristoratore colpito da un ictus che l’ha reso quasi un vegetale. Angèle è un’attrice che ancora non ha perdonato il padre della morte della sua unica figlioletta molti anni prima, Joseph è un ex contestatore che ha fatto carriera in fabbrica e ora, cinico e amaro, si ritrova disoccupato e con una fidanzata di troppi anni più giovane di lui, Armand è rimasto con il padre a condurre la trattoria e si occupa in qualche modo di preservare il passato di quel territorio dal degrado del presente che avanza. Nel paesino ci sono anche una coppia di anziani amici del padre con figlio premuroso e un giovane pescatore appassionato di teatro e di Angèle.

Un giorno sopraggiungono anche dei militari in cerca di eventuali migranti che han fatto naufragio nella zona e sembrano scomparsi. E in effetti…Chi conosce Robert Guédiguian sa di cosa stiamo parlando: il suo cinema è come sempre sobrio, politico, integro e morale, da tempi di Marius et Jeannette (1997) sino a Le nevi del Kilimanjaro (2011). E come sempre (o quasi) vi recitano i suoi amici e attori, dalla moglie Ariane Ascaride, a Jean-Pierre Darroussin e Gerard Meylan che tra l’altro appaiono insieme, giovanissimi e ribelli, in un flashback dei ’70 con le musiche di I Want You di Dylan. Stile e dignità di un cinema che non si vergogna di essere impegnato oltreché drammaturgicamente vivo e intenso.

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