L’INFINITO VISTO DA CUBA

«Non ho bisogno di stima o di gloria o di altre cose simili. Ho bisogno di amore, di entusiasmo, di fuoco, di vita!», è il grido di disperazione e ribellione del giovane poeta confinato nella casa di famiglia a Recanati con un padre severo e una madre anaffettiva.

È oltre la siepe che volge lo sguardo Giacomo Leopardi il cui destino, secondo il padre, sarebbe lo “studio matto e disperatissimo”, senza alcun confronto esterno, nella biblioteca di famiglia che così diventa la sua prigione. Il giovane favoloso di Mario Martone inaugura il primo Festival di cinema europeo che si terrà dall’11 al 18 giugno a Cuba. Il film, vincitore di quattro Nastri d’Argento, un Golden Globe e cinque David di Donatello tra cui uno a Elio Germano come miglior attore, è l’ultima rilettura del poeta che è ancora oggi moderno. 

I versi del poeta che riconosceva la sua patria «nell’Italia, nella sua lingua e letteratura» daranno il via alla rassegna che proseguirà con la proiezione di quindici film e quattro documentari, provenienti da 14 Stati membri dell’Unione europea. Tra i titoli in programma ci sono: MacbethEl Almirante, Circle, Il nastro bianco, Mapa, Loreak e Vuelos Prohibidos. Inoltre alla kermesse che celebra l’unità dei continenti nella diversità delle culture si potranno vedere cinque documentari cubani che sono stati prodotti nell’isola con finanziamenti europei. 

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