NEL MONDO OSCURO DI HR GIGER, IL DESIGNER DI ALIEN

Presentato al festival di Zurigo Dark Star, il documentario che esplora l’arte del grande artista HR Giger. In attesa di un distributore italiano

«Ho disegnato io stesso le uova da cui escono gli alieni, ma ho avuto problemi con i produttori, perché originariamente il taglio somigliava troppo a una vagina e in certi Paesi cattolici questo avrebbe causato problemi agli incassi Alien. Così mi hanno chiesto di modificarlo in una croce, il che secondo me è doppiamente blasfemo ». Così Hans Ruedi Giger, il designer che diede lustro al film di Ridley Scott, descrive con sarcasmo iconoclasta la genesi di quel film nel bellissimo documentario Dark Star a lui dedicato e appena presentato al festival di Zurigo. Una pellicola che assume particolare rilevanza non solo perché il pittore che divenne famoso in tutto il mondo con quel capolavoro di fantascienza è morto a 74 anni proprio a Zurigo, dove viveva, il 12 maggio scorso, ma anche perché permette di conoscere più a fondo la sua biografia e la sua arte sconosciuta ai più, ma in grado di raggiungere altezze tali da permettere di paragonarlo ad altri maestri del surrealismo i cui quadri attraevano e respingevano allo stesso tempo, trasmettendo un senso di profonda inquietudine come Dalì o Magritte.

Attorniato da gatti, assistenti e mogli che coinvolgeva totalmente nella sua arte, un vulcano di idee che lo faceva gettare in sempre nuove imprese, Giger fu segnato dal suicidio della prima moglie, e riuscì a trasfigurare quel dolore insuperabile in nuove vette di drammaticità pittorica. Ironico e giocherellone, spaventato dalla vita e attratto dal proprio lato oscuro, al punto da costruire la sua personale casa dei fantasmi con tanto di trenino e inquietanti statue e terrorizzanti presenze, tra il salotto e il giardino, Giger è un personaggio che esprime al meglio attraverso la sua vita e i suoi disegni la natura sublime e al tempo stesso terrificante dell’essere umano. La speranza è che qualche distributore si accorga di questo interessante film di Belinda Sallin che celebra uno dei maestri poco riconosciuti dell’arte del Novecento prestata al cinema.

Marco Consoli

 

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