“PIACERE, ETTORE SCOLA”: DA ROMA A CANNES

«A lui piaceva lavorare. Ho un ricordo d’attore forte, legato a La Famiglia, quando girando una scena mi disse: “Non devi osservare, ma ricordare”. Ed era molto legato alla scrittura, dalla sceneggiatura ai suoi disegni, e usava il linguaggio dell’ironia come disperazione umana». Lo ricorda così Sergio Castellitto, durante la presentazione della mostra Piacere, Ettore Scola, dedicata alla vita, alla figura e al pensiero di uno dei più grandi autori del cinema e della cultura italiana. La mostra, prodotta da Show Eventi in collaborazione con CityFest della Fondazione Cinema per Roma, è curata da Marco Dionisi e Nevio De Pascalis, con la media partnership di Ciak, e si terrà dal 16 settembre al 23 ottobre al Museo Carlo Bilotti, nel cuore di Villa Borghese. Sempre dal 16 settembre, sarà disponibile anche il libro della mostra edito da Edizioni Sabiane.

DA ROMA A CANNES – La mostra e il ricordo di Scola arriveranno anche al Festival di Cannes. Infatti, domani, 18 maggio, sulla Croisette ci sarà un evento interamente dedicato al rapporto tra Scola e la Francia, proprio in occasione dei quarant’anni dalla Palma d’Oro vinta da Brutti, Sporchi e Cattivi. L’incontro si terrà presso l’Italian Pavillion (Hotel Le Majesticm Salon Marta – Boulevard de la Croisette 10, Cannes) e vedrà partecipare Gigliola Fantoni, moglie del regista, Silvia Scola, Piera Detassis e gli organizzatori, Marco Dionisi e Nevio De Pascalis. Proprio Dionisi e De Pascalis hanno sottolienato quanto sia «il regista italiano che più di altri ha saputo raccontare attraverso i suoi film la storia francesce, anche e soprattutto per questo è stato uno dei cineasti stranieri più amati in Francia». Basti pensare, infatti, a Il Nuovo Mondo o Ballando Ballando, applauditi in Francia per come hanno saputo narrare la storia d’Oltralpe. «Il destino di questa esposizione è nata insieme a lui, ma ora si arricchisce, divenendo una testimonianza», afferma Silvia Scola. «A mio padre piaceva il rigore di questa mostra, dove c’è esclusivamente lui, senza nessuna celebrazione». Cariche di commozione e ironia – proprio come gli elementi che fondeva Scola nei suoi film – le parole di Gigliola Fantoni: «Non voleva si parlasse di lui, era anche antipatico alcune volte, soprattutto con i giornalisti. Però so che Ettore era soddisfatto di questa mostra, riusciva a rispecchiarcisi». Altro ricordo dell’Ettore regista arriva da Giovanna Ralli, diretta da Scola sia nell’esordio Se permette parliamo di donne che in C’eravamo tanto amati. «Non vedevo l’ora di andare sul set. Con Ettore non si recitava, ma si viveva. Il linguaggio più bello del cinema italiano». Un amarcord (spiritoso) lo racconta Ricky Tognazzi, diretto al fianco di Castellitto ne La Famiglia: «Ettore ti regalava tutto se stesso con affettività quasi paterna. Però non scorderò mai quando mi sgridò sul set: osai cambiare una sua battuta…».

LA MOSTRA COME RICORDO«Abbiamo avuto la fortuna di avere Scola alla decima edizione delle Festa del Cinema di Roma», – dice Piera Detassis, Direttore della Fondazione e di Ciak «quando ha accompagnato Silvia e Paola (Scola, nda) per il loro Ridendo e Scherzando, dedicato a lui, come regista e padre. Quando Show Eventi mi ha proposto l’dea della mostra ho capito immediatamente che avrebbe avuto una grande dimensione, per quello che trasmette e per quello che rappresenta». Piacere, Ettore Scola sarà così suddivisa in dieci sezioni, all’interno di due grandi blocchi: uno cronologico e l’altro tematico. «È una mostra che parte dall’infanzia fino a toccare aspetti inediti: ci sarà il suo cinema, ma anche gli anni della formazione e la sua Roma. Abbiamo incontrato Ettore più volte, e ci ha sempre detto che da questa mostra non doveva uscire nessun elogio, bensì solo la sua figura di uomo e regista. Mi sento di dedicare la mostra a Bruna Curzi Bellonzi, moglie di Sandro, è stata lei a metterci in testa questa idea. Credo proprio che le sarebbe piaciuta», precisa Marco Dionisi. «Il duro lavoro paga sempre, abbiamo voluto fotografarlo in totale, per tutto quello che ha fatto, per mezzo di foto, oggetti di scena e tantissimi disegni, quelli che in un certo senso uniranno in un filo comune l’intera mostra», aggiunge l’altro organizzatore, Nevio De Pascalis.

(Nella foto in alto, da sinistra: Nevio De Pascalis, Marco Dionisi, Piera Detassis, Gigliola Fantoni, Giovanna Ralli e Silvia Scola. Nella foto in basso, da sinistra: Sergio Castellitto, Piera Detassis e Camilla Morabito – Photo Credit: Laura Frau per Show Eventi Arte; Damiano Panattoni)

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