TFF 2015: “THE IDOL”

Il regista di Paradise Now e Omar, Hany Abu-Assad, ritorna dietro la macchina da presa per raccontare una storia vera di sogni e speranze che nascono in luoghi dove non potrebbero proprio essere coltivati

The IdolSapevate che anche i musulmani hanno il loro talent-show televisivo, seguitissimo in vari paesi della costa mediterranea? No? Bene, guardate The Idol è scoprirete quante sono le cose che ci uniscono. A Gaza, quel tormentato lembo di terra palestinese tutt’ora tenuto a regime d’occupazione, crescono Mohammed Assaf e la sorella Nour. Hanno un sogno, diventare musicisti famosi. Lui ha una voce bella e importante, lei strimpella la chitarra ed è una sognatrice dalla volontà di ferro. Non così i suoi reni, purtroppo. Diventato grande, mentre si paga gli studi guidando uno sgangherato taxi, Mohammed non ha ancora abbandonato il desiderio di partecipare ai provini per lo show Arab Idol che si terranno al Cairo. Ma come fuggire da una Gaza ridotta quasi a prigione all’aria aperta?
Una storia vera (con dichiarate libertà) che Hany Abu-Assad (qualcuno ricorda lo splendido Paradise Now, Golden Globe 2006, e Omar, vincitore del Certain Regard a Cannes 2013, entrambi candidati all’Oscar) ha diretto con la furbizia del cineasta “matricolato” e la voglia di mostrare che i sogni e le speranze nascono anche nei luoghi dove non potrebbero proprio essere coltivati. E qualche volta si avverano, a dispetto di tutto. Arabeschi medio-orientali di voci stupende tra la supertecnologia degli studi tv, con il peso di tradizioni che i giovani intendono seguire e ammodernare a modo loro a fare da ostacolo. Furbetto, forse troppo, ma anche scorrevole e sentimentale, da gran spettacolo popolare. E se si pensa che Mohammed Assaf è a tutt’oggi una star amatissima sino a trascendere il suo valore artistico, beh ci si commuove ancora di più. In Italia uscirà in primavera, distribuito dalla Adler.

Massimo Lastrucci

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