TFF2015: “THE HALLOW”, IL RICHIAMO DELLA FORESTA

Nel suo primo lungometraggio, il regista Corin Hardy affronta due temi fondamentali, come territorio e ambiente, per far riflettere e trasmettere più di qualche sussulto allo spettatore

the hallowTerritorio e ambiente. Non si tratta di uno slogan politico, ma sono i due temi cardini di The Hallow, produzione della sempre più sorprendente cinematografia irlandese e primo lungometraggio di Corin Hardy. A Torino lo abbiamo visto nella sezione After Hours, ovverosia la risposta sacrosanta a chi è convinto che il genere horror sia morto e che niente ormai sia in grado di far paura. Tanto più quando le pellicole proposte non sono mai dei semplici prodotti commerciali ma opere che contengono sempre sottotesti politici, sociali o comunque con chiari riferimenti all’attualità. Per gli amanti del brivido che non ne fossero a conoscenza consigliamo di cominciare a segnarsi già l’appuntamento del Torino Film Festival per l’anno prossimo, così da godere del meglio dell’horror (e non solo) che possa esserci in circolazione.

the hallowThe Hallow è ambientato nel bel mezzo della foresta irlandese: una coppia londinese con neonato vi si trasferisce per motivi di lavoro (lui è un geologo). Appena arrivati, vengono accolti in maniera decisamente poco cordiale dagli abitanti del posto: in modo particolare, il vicino di casa consiglia di tornarsene in Inghilterra al più presto perché non è possibile addentrarsi nella foresta. Il motivo? Quelle terre sono sacre e profanandole emergerebbero orribili creature che, anni prima, rapirono proprio la figlia dell’uomo. Ma, piuttosto che per gli sviluppi narrativi prevedibili, il film convince per il tono credibile, che non cede mai all’eccesso splatter, evitando così di sprofondare nell’assurdità o nel comico involontario. E, soprattutto, per quelle allegorie che si nascondono dietro alla vicenda: inospitalità è la parola chiave. I due protagonisti provengono dall’Inghilterra e sono costretti ad affrontare sulla propria pelle la manifestazione concreta delle superstizioni secolari d’Irlanda. Quelle stesse superstizioni che rappresentano una chiusura nei confronti dell’estraneo, dello sconosciuto, e ovviamente dell’inglese, il nemico storico.

the hallowI meravigliosi ambienti che fanno da sfondo a The Hallow suscitano un ulteriore spunto di riflessione: all’inizio del film, lo speaker di una radio comunica che buona parte delle foreste del Paese saranno vendute ai privati per risanare il debito pubblico. Chi sono, quindi, queste orribili creature? Ma non sono altro che la Natura stessa che cerca di difendersi strenuamente dalla brutalità dell’Uomo e dal disinteresse nei suoi confronti. Un significato che viene maggiormente rafforzato dal bellissimo (e crudele) finale, che ribadisce come spesso e volentieri dietro alla mostruosità ci siano ragioni di cui non siamo a conoscenza. Cosa poter chiedere di più da un prodotto in grado di far riflettere e trasmettere più di qualche sussulto anche allo spettatore meno suscettibile?

Emiliano Dal Toso

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