Bruised, Halle Berry sul ring nell’esordio alla regia di un film non suo

La prima foto della nuova sfida e i suoi segreti nell'intervista a EW

Halle Berry, Bruised
Halle Berry, Bruised

Sul ring avremmo dovuto vedere Blake Lively, diretta da Nick Cassavetes, e invece il Bruised che arriverà su Netflix il 24 novembre prossimo sarà la nuova sfida di Halle Berry. Che vedremo indossare i guantoni, davanti e dietro la macchina da presa, visto che con questo film indipendente l’attrice Premio Oscar esordisce alla regia.

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Una decisione venuta dopo aver a lungo cercato un filmmaker che potesse dirigere lo script che aveva riadattato, da vera appassionata di film come Rocky, Toro scatenato, Girlfight o Million Dollar Baby. Una scelta coraggiosa per la 54enne, che in una lunga intervista di EW racconta: “Quando sei giovane le possibilità sono molte, c’è l’imbarazzo della scelta. Poi in genere verso i 40 anni la tua carriera finiva, ma davvero, e dovevi aspettare di essere abbastanza vecchia da interpretare una nonna per mordere un altro po’ la mela. Nemmeno io avrei mai immaginato di diventare una lottatrice di MMA alla mia età, eppure l’ho fatto. Quindi tutto può cambiare, ne sono la prova”.

Halle Berry, Bruised
Halle Berry, Bruised

La prima foto del film ce la mostra ferita e sanguinante mentre lotta, a conferma dell’impegno anche fisico profuso sul set. Che ha pagato duro, già dal primo giorno di riprese, con due costole fratturate (non le stesse dell’incidente sul set di John Wick 3). E che non l’hanno fermata, non nuova a lavorare nonostante il dolore, come dimostrato anche sul set con Keanu Reeves e dalla testimonianza del suo coreografo e stunt Eric Brown: “Halle è un caso speciale. Ho lavorato con tonnellate di attori, e quasi nessuno di loro ha quel tipo di etica del lavoro”.

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Ma non tutti hanno la storia di Halle Berry, sempre bellissima e capace di superare la cosiddetta maledizione dell’Oscar, arrivato nel 2002 per Monster’s Ball. “Mi ha cambiato radicalmente, ma non ha cambiato il mio ruolo nell’ambiente da un giorno all’altro – racconta. – Dovevo lavorare ancora, lottare per trovare una via d’uscita dal nulla”. Nonostante le malignità dei più, alle quali ormai mostra una nuova immagine di sé, anche grazie ai social, Instagram e Twitter, sui quali è particolarmente attiva.

In Bruised vedremo la Berry esprimere sullo schermo la sua fisicità, ma soprattutto la sua sessualità in modo diverso, soprattutto da come l’avevano fatto altri registi in passato. Alla base la scelta di rendere le sue scene d’amore con la Bobbi interpretata da Sheila Atim non solo “belle, ma qualcosa che sembrasse realistico e non osceno. Sheila era responsabile quanto me, ed è così che mi piace perché stavamo svelando una parte di noi stessi. La nostra intimità”.

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La statuaria attrice teatrale britannica scelta per la sua allenatrice – la suddetta Bobbi “Buddhakan” Berroa – e come sua partner sentimentale, è la chiave della storia. Che vede la combattente in disgrazia Jackie Justice costretta ad affrontare il proprio fidanzato violento (l’Adan Canto di Designated Survivor), ma soprattutto una delle stelle nascenti del mondo delle arti marziali miste (MMA) in cerca di redenzione. E a trovare il coraggio di affrontare i propri demoni quando il figlio di sei anni (il Danny Boyd Jr. di Good Girls), abbandonato da neonato, torna inaspettatemente nella sua vita.

Oggi, dopo questa nuova sfida e i prossimi Moonfall di Roland Emmerich o il The Mothership di Netflix, Halle Berry si dice pronta a tutto… Che sia un’altra esoerienza televisiva dopo l’Extant del 2014 prodotto da Steven Spielberg, un altro franchise d’azione o un’eventuale passaggio alla regia a tempo pieno.

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