Buon compleanno, Woody Allen

Il regista newyorkese compie 85 anni, per la prima volta dopo cinquant’anni senza un film all’orizzonte. Ma presto vedremo Rifkin’s Festival

Woody Allen spegne 85 candeline, anche se da non pochi anni a questa parte il 1° dicembre non ha più lo stesso sapore per il regista di Brooklyn.

Le accuse infamanti da parte dell’ex compagna Mia Farrow nei suoi confronti sono diventate purtroppo una macchia indelebile per Allen, nonostante sia stato abbondantemente provato che non è mai successo niente che possa anche solo lontanamente far pensare a molestie nei confronti della figlia.

Una storia che va avanti ormai dall’agosto del 1992

E che soprattutto negli ultimi anni ha segnato la carriera di Woody Allen, fino alla rottura del contratto con Amazon, la faticosa uscita di A Rainy Day in New York, oltretutto uno dei suoi film migliori degli ultimi anni, e l’altrettanto difficile realizzazione di Rifkin’s Festival, presentato all’ultimo festival di San Sebastian e che sarebbe dovuto uscire in Italia a novembre.

Lo vedremo, grazie a Vision Distribution, una volta riaperti i cinema al momento chiusi a causa dell’emergenza Covid. Il timore, affatto infondato, e in un’intervista di alcuni mesi fa confermato dallo stesso Allen, è che possa essere anche l’ultimo film del geniale cineasta.

Woody Allen

Sarebbe un peccato per Woody Allen e per il cinema

Anche se dopo avere letto A proposito di niente, la sua autobiografia arrivata in libreria lo scorso 23 marzo, verrebbe quasi da sperare che voglia continuare a usare la sua penna straordinaria per dedicarsi alla letteratura a tempo pieno.

D’altronde, più volte aveva dichiarato che il più grande piacere del fare cinema è sempre stato per lui il momento della scrittura, mentre amava sempre meno il set. Una consapevolezza confermata dal suo stile di regia, sempre più asciutto ed essenziale, assecondato negli ultimi film dal bel rapporto instaurato con Vittorio Storaro, che ha portato a risultati meravigliosi come Un giorno di pioggia a New York e La ruota delle meraviglie.

Proprio la protagonista di quest’ultimo film, Kate Winslet, è stata l’ultima delle stelle ad avere lavorato con Allen a essersene pentita, facendone ripetutamente ammenda durante le interviste rilasciate per promuovere Ammonite, suo nuovo film in cui ha una passionale relazione con Saoirse Ronan e per cui punta all’ottava nomination e al secondo Oscar, dopo quello del 2008 per The Reader.

Prima di lei, la lista è lunga

Comprende anche il suo ultimo e giovane alter ego Timothée Chalamet, che come scrive Allen nell’autobiografia, è probabilmente il personaggio più vicino al giovane Woody Allen che andava a bazzicare la New York degli anni Cinquanta.

Woody Allen

Sapere che un pezzo di storia del cinema spegnerà oggi le candeline, in felice compagnia di sua moglie Soon-yi e le figlie Bechet e Manzie, ma senza un film da girare, come ha fatto per cinquant’anni, vincendo quattro Oscar e lasciando un’impronta indelebile nell’immaginario collettivo, è uno degli ultimi pessimi regali che ci sta facendo questo infausto 2020.