Festival di Locarno, Likemeback di Leonardo Guerra Seràgnoli è un diario aperto su tre coscienze femminili

Likemeback

Tre ragazze festeggiano il post esami di maturità con una settimana in barca tra le isolette della Croazia. Ma portano un nemico insidioso e seducente con loro: i telefonini. O meglio: la forsennata mania che degenera nel patologico del mettere tutto, incessantemente, a disposizione del mondo social. Il tema scelto da Leonardo Guerra Seràgnoli è decisamente attuale, ma Likemeback (presentato in concorso a Locarno nella sezione Cineasti del Presente) non si trasforma in un thriller più o meno erotico come qualcuno potrebbe anche sospettare a leggere succintamente la trama; è piuttosto un diario aperto su tre coscienze femminili in formazione, capaci anche di infliggersi danni così, per impulso del momento.

Likemeback

«L’idea», racconta il regista, rivelazione qualche stagione fa (2013) al Festival di Roma con il suo debutto Last Summer e che ora sta lavorando a un adattamento contemporaneo de Gli indifferenti di Moravia, «mi è nata, guarda caso, proprio in barca, qualche anno fa. Stavo riposando leggendo delle interviste di Ingmar Bergman (!!!) quando ho notato su uno scafo vicino quattro ragazze che, incuranti di tutto, stavano piegate sui rispettivi telefonini, mandando messaggi e facendosi selfie. Ho cominciato a pensare alle profonde differenze che c’è tra il loro modo di vivere una vacanza e il mio di quando avevo la loro età. Da lì si è sviluppato tutto».

Likemeback

Ma un progetto così delicato (per molti versi) non poteva sopravvivere e trasformarsi in storia cinematografica senza tre attrici giovani «giuste». E Leonardo le ha trovate in Angela Fontana (Indivisibili), Denise Tantucci (Braccialetti rossi, Ben Hur), Blu Yoshimi (Piuma), rispettivamente Danila, Carla e Lavinia. Carla – che è anche apparentemente la più refrattaria alla ricerca scatenata dei 30 mila like («Lì si può dire che uno ha sfondato!») – sarà il punto focale di uno scontro (assolutamente evitabile e quindi in un certo senso ancora più grave) che forse è anche la porta che si spalanca alla maturità, quella vera. «Credo che alla fine i nostri personaggi siano cambiati, hanno raggiunto una nuova consapevolezza» dice Denise. Aggiunge Angela: «Sì perché prima non si erano mai rese conto che è una scelta anche puntare il cellulare e premere REC». Conclude Blu: «Si intuisce la consapevolezza alla fine, quando io esclamo “Non ce la faccio a fermarlo. Va troppo veloce”».

 

Ma come vi siete preparate, siete delle fashion blogger anche voi?
«Assolutamente no!» ridono «Anzi! Per entrare nella parte, con il regista ci siamo immerse 5 mesi nel mondo dei social, prima creando un sito “Girlsgoon” che si è trasformato poi nel titolo del film “Likemeback“. Ogni giorno abbiamo postato foto, atteggiandoci anche e leggendo le reazioni. Poi abbiamo cominciato a girare, dal 12 luglio al 5 agosto dell’anno scorso, vicino a Sutivan, all’isola di Brac». Infatti il film è una coproduzione con la Croazia e il quarto protagonista, lo skipper, è Goran Markovic. Molto importante infine è il rapporto con la musica. Infatti l’autore della colonna sonora è il tedesco Alva Noto, che è uno dei più importanti ricercatori e performer di musica elettronica sulla scena, nonché autore di straordinarie soundtrack come Revenant-Redivivo.

 

Leonardo Guerra Seràgnoli, che viene da studi musicali ed è anche musicista, lo ha contattato e coinvolto nel progetto, dicendogli “semplicemente”: «Voglio la musica del loro sangue. Le loro pulsazioni». Che poi coincide non per caso con il lato più significativo e impattante di questa commedia così “attaccata” ai suoi personaggi femminili – vivi, ingenui e appassionati nonostante – da apparire quasi come un diario senza pregiudizi, scritto con una camera-stylo.

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