Le Voci dell’Inchiesta al via, tra il ’68 nel mondo e la guerra di Amedeo Ricucci

Another News Story
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Le Voci dell’Inchiesta, il festival di cinema del reale promosso da Cinemazero di Pordenone e in corso fino al 15 aprile, inaugura oggi la sua 11ma edizione nel segno di Enzo Biagi e delle diverse declinazioni del ’68 in Europa con Jugend, un “reportage dimenticato” del grande giornalista che il suo più stretto collaboratore e biografo, Loris Mazzetti, non ha mai visto e che commenterà a caldo in compagnia del pubblico. In Jugend, andato in onda per la prima volta nel 1966, donato in pellicola dal Centro di Cultura “La Medusa” di Este (Padova) e restaurato in digitale da La Cineteca del Friuli, Biagi intervistava i giovani tedeschi all’alba del ’68, in una Berlino divisa dal filo spinato (non ancora dal muro), ma già alle prese con l’incombente fantasma del nazismo, con il sogno frustrato di una generazione che deve fare i conti col passato, decidere se e come sopravvivere al presente e sognare un futuro incerto.

Oggi a Le Voci dell’Inchiesta prende avvio anche la retrospettiva Due o tre cose che (forse non) so del ’68, curata da Federico Rossin, il primo appuntamento con tre selezioni diverse sulle piccole/grandi rivoluzioni che in quell’anno chiave si svilupparono in vari e poco battuti angoli del mondo. Il titolo clou della selezione sarà proiettato però domani: è In the Intense Now di di Joãno Moreira Salles, un’esegesi del 1968 che non ha pari nella storia del documentario, costruita su materiali Super-8 capaci di cristallizzare la rivoluzione di un’epoca che è anche rivoluzione dello sguardo. Partendo dal ritrovamento dei “film di famiglia” girati dalla madre in Cina nel 1966 durante la fase più acuta della Rivoluzione Culturale, João Moreira Salles indaga la natura delle immagini della Storia. Alle colorate immagini cinesi, si sommano quelle degli eventi del 1968 in Francia, in Cecoslovacchia e, in misura minore, in Brasile. L’indagine spinge Salles a cercare coloro che vi hanno partecipato e a chieder loro: «Come si può vivere dopo aver goduto l’intensità di momenti irripetibili?»

Guarda la gallery di In the Intense Now!

La serata ufficiale di apertura di Le Voci dell’Inchiesta ospita invece l’anteprima nazionale di Another News Story presentato dal regista Orban Wallace, che ha indagato come i giornalisti ricostruiscono l’informazione sui tanti profughi siriani che attraversano l’Europa alla ricerca di asilo, e l’assegnazione del Premio Il coraggio delle immagini (reso possibile dall’Associazione Il Capitello) ad Amedeo Ricucci, inviato di guerra che dal 1993 copre i più importanti conflitti nel mondo, dall’Algeria alla Somalia, dalla Bosnia al Ruanda, dall’Afghanistan alla Siria, dove ha conosciuto sulla sua pelle l’esperienza del sequestro insieme ad altri tre giornalisti italiani.

Another News Story
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«Sono particolarmente fiero di questo Premio perché mi viene dato nell’ambito di un festival che rappresenta da sempre un punto di riferimento, in Italia, per i giornalisti che come me fanno reportage e documentari sui grandi temi internazionali», ha commentato Ricucci. «Credo inoltre che il futuro del giornalismo per immagini vada proprio in questa direzione: quella cioè dell’approfondimento, attraverso un approccio e uno “sguardo” che restituiscano la complessità della realtà che ci circonda, fuori dalla logica perversa delle notizie da “consumare”, giorno per giorno».

Amedeo Ricucci
Amedeo Ricucci

Ricucci ha annunciato il suo prossimo reportage: «Sto lavorando ad uno Speciale del TG 1 sulle nuove frontiere del jihad, la “Guerra Santa”, dopo l’apparente sconfitta militare dell’ISIS.  Darò la parola ai miliziani che sono attualmente in carcere in Siria e in Iraq, parlerò delle centinaia di bambini nati e cresciuti sotto lo Stato Islamico, discuterò con gli specialisti della sicurezza, per capire quali sono le prospettive di un fenomeno che si è affatto esaurito ma sta solo cambiando pelle».

Le Voci dell’Inchiesta è organizzato da Cinemazero, coordinato da Riccardo Costantini e realizzato con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la partecipazione del Comune di Pordenone.

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