Kevin Spacey: uno degli accusatori non potrà proseguire la causa se non rivelerà il suo nome

Uno dei due autori della denuncia è l'attore di "Star Trek: Discovery", Anthony Rapp

Un giudice federale ha stabilito oggi che l’uomo che ha accusato Kevin Spacey di averlo aggredito sessualmente quando aveva 14 anni non potrà proseguire la sua causa di risarcimento danni se non rivelerà il suo nome. L’accusatore, che ora ha cinquant’anni, ha già comunicato al tribunale che ritirerà le sue accuse se sarà costretto a rivelare la sua identità.

L’uomo identificato con le iniziali C.D., ha detto che aveva appena 12 anni quando conobbe Spacey durante lezioni di recitazione e che la star l’avrebbe invitato più volte a casa “per fare sesso”. Nell’ultimo incontro Spacey avrebbe tentato di violentarlo nonostante i suoi ripetuti “no”. Il teenager sarebbe poi riuscito a fuggire dall’appartamento.

L’azione legale è stata presentata a settembre presso la Corte Suprema di New York a Manhattan con la richiesta di un risarcimento per una somma pari a 40 milioni di dollari per lesioni che avrebbero procurato al querelante un grande malessere emotivo e un profondo shock.

Nel ricorso presentato al tribunale, gli avvocati di C.D hanno sostenuto che dovrebbe essere permesso al loro cliente di rimanere anonimo e che rivelare pubblicamente il suo nome potrebbe far emergere in lui un disturbo post-traumatico da stress. Il giudice Lewis A. Kaplan invece non è stato dello stesso parere, facendo notare che l’accusatore aveva già raccontato la sua storia molte volte nel corso degli anni, anche con il magazine Vulture nel 2017.

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