Stefania Sandrelli, il memorabile discorso ai David di Donatello: «La mia Viareggio, dove c’erano più cinema che chiese»

Stefania Sandrelli è una di quelle attrici più celebri del cinema italiano. Sul grande schermo ha dato vita a personaggi indimenticabili, donne complesse e dalle mille sfaccettature come: Angela con la sua (apparente) ingenuità di quindicenne in Divorzio all’italiana; Luciana contesa da tre amici in C’eravamo tanti amati; ma anche la seducente Teresa di La chiave o la borghese Giulia di Il conformista, senza dimenticare la mamma ingombrante e tenera di La prima cosa bella. Il 21 marzo Sandrelli riceve il David Speciale per la sua straordinaria carriera che ha attraversato quasi 60 anni di cinema italiano a fianco di alcuni dei più grandi registi del nostro cinema, da Pietro Germi a Ettore Scola, da Bernardo Bertolucci a Mario Monicelli, da Lina Wertmüller ad Antonio Pietrangeli, da Paolo Virzì e Ferzan Özpetek.

Alla cerimonia di presentazione dei candidati al David di Donatello 2018, il discorso di Stefania Sandrelli ha commosso tutti i presenti. Anche per il ricordo della sua infanzia e dei suoi inizi: «Questa giornata mi onora e mi riempie di gioia», ha detto l’attrice. «Mi riporta a quando il mio fratellone, che era un cinefilo accanito, mi accompagnava al cinema nella mia bella Viareggio dove c’erano più cinema che chiese, e con passione scomponeva e analizzava la musica, il montaggio la regia, la recitazione, tutto di un film. Ero testimone di una preparazione scrupolosa che mi affascinava e mi preparava a questa avventura. Il nostro è un cinema meraviglioso contaminato da tanti artisti lavoratori che sento dire da anni essere in crisi, mentre l’Italia continua comunque a far incetta di riconoscimenti alla sua creatività. Anche se altri linguaggi si stanno imponendo, dobbiamo continuare a sostenere l’unicità del cinema nella speranza di una rinascita culturale di cui il nostro lavoro ha sempre fatto parte».

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