Your Honor: fuggire dai giudici, sfuggire ai criminali

Michael Stuhlbarg, tra i protagonisti di Chiamami col tuo nome, anticipa a Ciak i contenuti di Your Honor, la nuova serie thriller di Sky in cui è il capo di una gang criminale

Bryan Cranston, dopo il timido professore di liceo Walter White, diventato abile produttore di metanfetamine e spietato narcotrafficante in Breaking Bad, ha cambiato professione e ora, nella serie in dieci episodi Your Honor, creata da Peter Moffat adattandola dall’originale israeliano Kvodo (in onda su Sky Atlantic/NowTv), è diventato Michael Desiato, stimato giudice di New Orleans che vive con il figlio Adam (Hunter Doohan) dopo la morte della moglie. Nel giorno dell’anniversario della scomparsa della madre, Adam porta un mazzo di fiori nel luogo dell’incidente in cui lei è morta: ma in quella zona malfamata della città il ragazzo è minacciato da una gang locale, va nel panico e deve scappare. Mentre guida la macchina fuggendo gli cade l’inalatore con cui placare l’attacco d’asma che lo ha colpito e cercando di riprenderlo non guarda la strada e a un incrocio investe un motociclista, che muore dopo l’urto. Adam scappa, poi confessa tutto al padre che lo convince a costituirsi, ma appena giunti al distretto di polizia il giudice scopre che la vittima è il figlio di Jimmy Baxter (Michael Stuhlbarg) uno dei boss criminali della città, che ha aperto una personale indagine per scoprire il colpevole della morte del figlio. In simili condizioni costituirsi per finire in prigione sarebbe per Adam la morte certa così, abdicando ai propri principi, padre e figlio dovranno tentare di eludere e inquinare le indagini della polizia e soprattutto sfuggire a quelle dei mafiosi.

Michael Stuhlbarg, affermato attore teatrale che, dopo aver partecipato a diverse serie televisive, ha conquistato la fama cinematografica grazie alla mirabile interpretazione in A Serious Man (2009) dei fratelli Coen, recitando poi ruoli diversissimi: dall’alieno di Men In Black 3 al padre del protagonista di Chiamami col tuo nome, ci racconta il suo approccio al personaggio.

Con Jimmy Baxter lei ha creato un criminale che sembra persino più cattivo e pericoloso del suo Arnold Rothstein in The Boardwalk Empire, non trova?

Credo che siano entrambi due uomini molto pericolosi, ma in modo diverso. Arnold è un freddo calcolatore, non a caso era soprannominato The Brain, è un uomo che ti può accogliere con il migliore dei suoi sorrisi per poi effettuare una crudelissima ritorsione contro di te. Jimmy invece è nel pieno del trauma del lutto per la perdita del figlio. Si sente colpevole per avergli regalato la moto con cui ha avuto l’incidente mortale e pensa che trovare il responsabile di quell’incidente possa aiutarlo a uscire dal vortice di disperazione in cui è precipitato.

Rothstein, tra l’altro, è un personaggio realmente esistito, questo cambia le cose per lei nel momento in cui deve recitare, rispetto al lavoro da fare su un personaggio di fantasia come Baxter?

Se devo recitare il ruolo di qualcuno veramente esistito, che questo sia ancora vivo o meno, sento una grande responsabilità di onorare chi fosse. Devo capire ciò in cui credeva e cercare di entrare nella sua vita, assorbendo più informazioni possibili, ricercando immagini, filmati, documenti audio e leggendo libri su di lui, per ricostruire il puzzle della sua esistenza. Ho fatto così anche con Edward G. Robinson in Trumbo e Abe Rosenthal in The Post e con Andy Hertzfeld in Steve Jobs. Essendo persone vere sentivo un obbligo e una responsabilità per le vite che hanno vissuto e dovevo rimanervi fedele. Con i personaggi immaginari come Jimmy invece devo usare l’immaginazione per capire cosa li muova e quali siano i loro sentimenti più profondi. Alla fine la responsabilità è molto simile: si deve dare vita a un personaggio credibile, che abbia uno spessore morale e una multidimensionalità caratteriale che lo rendano “vero”.

 

Lei ha una particolare predilezione per l’Italia, vi ha girato Chiamami col tuo nome, ma anche Gore con Kevin Spacey. Ha in programma di tornarci presto?

Me lo auguro ardentemente. So che Luca Guadagnino ha in programma il sequel del suo film e quindi, anche se forse con uno spazio più piccolo sullo schermo rispetto al primo film, tornerò a recitare nel vostro splendido Paese. Questa volta spero di poterci passare più tempo perché quando sono stato da voi, tra Crema, Roma, Milano, Ravello e Amalfi, sono stato travolto dalla bellezza e dalla ricchezza della vostra cultura e ho sempre incontrato persone di una gentilezza squisita.

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