Free Guy. Eroe per gioco – La recensione del Game Movie di Shawn Levy

Un viaggio nel caos colorato e organizzato con Ryan Reynolds e Jodie Comer

Benvenuti a Free City, la città costruita da Shawn Levy per tornare sul grande schermo. Negli ultimi anni, il regista e attore canadese si è dedicato principalmente alla produzione e al successo televisivo del fenomeno di Stranger Things, ma era dal 2014 che non lo vedevamo dirigere un lungometraggio vero e proprio. Un peccato per chi – solo negli ultimi anni – ci ha regalato Real Steel, la trilogia di Una notte al museo e la chicca This Is Where I Leave You.

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Appassionato e fan dichiarato di Cinecomic e VG, in questo ultimo Free Guy – Eroe per gioco Levy deve aver dato finalmente libero sfogo alla sua anima più digitale. Anche se nella sceneggiatura affidata a Matt Lieberman e Zak Penn sono molti i riferimenti al cinema pop e mainstream, degli ultimi anni e non solo. Fa bene lo stesso regista a sottolineare di non aver realizzato un videogame, perché nella sua creatura c’è tanto affetto per i gamer più giovani – citati sullo schermo in maniera ironica e divertente – quanto un grande gusto per il gioco. E per il cinema.

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Nella parabola dell’impiegato di banca, ‘nato’ per essere il personaggio di un videogioco open world, che scopre di poter diventare il protagonista della propria storia e riscriverla, c’è una sorta di traduzione live-action del Lego Movie di Phil Lord e Christopher Miller, ma anche una esplicita citazione all’Essi vivono di John Carpenter del 1988. Tutto è smaccatamente messo in scena, senza scrupoli, sottolineato dallo stesso regista, che parla di Ritorno al Futuro e innesta Inception sul più evidente Truman Show.

Free Guy, una divertente clip con un Ryan Reynolds muscoloso e pompato

Ryan Reynolds e Jodie Comer catalizzano l’attenzione – nonostante il gran numero di comprimari interessanti – si cercano, incontrano, scelgono e lasciano la porta aperta per un sequel. Che più che in altri casi potrebbe svilupparsi senza la solita sensazione di già visto, a patto di non limitarsi a un elenco di citazioni. Anche perché il finale, per quanto ricco di spunti e possibilità, è forse la parte più debole e prevedibile della vicenda.

Come e più che in altri casi, nella commedia fantasy d’azione finalmente arrivata nelle sale italiane, dopo una lunga attesa dovuta alla pandemia di Covid-19, sarà bene godersi il viaggio più che la destinazione. Anche perché ogni angolo – o sequenza, e personaggio – di questa ‘SIM-emulazione’ su diversi livelli riserva davvero infiniti ‘easter egg’. Che pure non affettano l’equilibrio complessivo, per quanto incredibile possa sembrare in una storia tanto ricca di sollecitazioni, che pure non spreca dialoghi o apparizioni in nome di colpi di scena gratuiti che creerebbero una inutile confusione, visiva e narrativa.

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