HO UCCISO NAPOLEONE

Italia, 2015 Regia Giorgia Farina Interpreti Micaela Ramazzotti, Libero De Rienzo, Adriano Giannini, Elelna Sofia Ricci, Iaia Forte, Thony, Michela Nappo Sceneggiatura Giorgia Farina, Federica Pontremoli Produzione Angelo Barbagallo Distribuzione 01 Durata 1h e 30′

Ambiziosa, intelligente, ferocemente antipatica e con un pessimo rapporto con la sua stravagante famiglia di origine, Anita sta toccando l’apice della sua carriera di manager rampante quando il destino le si rivolta contro. Rimane incinta del suo amante, Paride, ovvero l’amministratore delegato della farmaceutica Fanelli (già maritato e padre), e viene licenziata praticamente il giorno dopo dell’agognato traguardo. Perché l’hanno eliminata alla vigilia del lancio di un nuovo prodotto che promette il dimagrimento senza controindicazioni? E perché il deferente e timido avvocaticchio Biagio le passa sottobanco alcuni documenti a suo dire scottanti? Furibonda, indecisa se abortire un pargolo che non vuole anzi detesta, conosce in un parco un gruppo di scombiccherate signore più o meno alla deriva e decide di utilizzarle per la sua vendetta. Tremenda vendetta, perché il gentil sesso oggidì sa essere assai poco gentile.

Reduce dal meritato successo della spigliata bad comedy Amiche da morire, Giorgia Farina varia sui suoi temi prediletti (la famiglia come teatro di ogni male o ogni bene, il rapporto ridefinito tra uomo e donna, la commedia mescolata alla storia criminale) e conferma alcune delle sue qualità di autrice che la pongono in primo piano tra i cineasti su cui contare, all’interno della nuova generazione nazionale mainstream. Ovvero innanzitutto la sua capacità di “conduttrice di orchestra”. Assemblato un cast molto stimolante per diversità di provenienza (“già in sceneggiatura – con Federica Pontremoli – avevo ben chiari i nomi dei protagonisti del film. Trovo fondamentale scrivere pensando ai volti degli attori”), è riuscita a farli interagire con un gusto del sapido senza esagerare nel farsesco (del resto il dramma è sempre lì sotto traccia che cova) e Micaela Ramazzotti si conferma, da ammirevole attrice completa che naviga senza imbarazzi nelle acque spesso infide della commedia di caratteri e situazioni. E gli altri, da cui estrapoliamo per una citazione personale (ma è solo per ragioni di spazio, nessuno del cast si senta offeso) una Elena Sofia Ricci che non sbaglia una intonazione, marciano in felice souplesse, sia i caratteri complessi che i tipi che danno colore. Insomma, siamo di fronte a una commedia cattiva, con personaggi “fragili e doppi” (definizione di Giorgia Farina). In questo momento crediamo che il cinema italiano, per anni incatenato – e non solo per colpa sua – alla dialettica mattatori-macchiette, goda della possibilità di un parco interpreti di assoluta affidabilità e professionalità, quasi come nelle sue migliori stagioni. Tanto che a volte riescono a far passare in cavalleria anche difetti di sceneggiatura (in Ho ucciso Napoleone a volte è proprio la simpatia che suscita a non far cogliere qualche peraltro veniale ingrippata di plot). Nota turistica a margine, il film è girato tra Roma e Trentino e le montagne sono meravigliose.

Massimo Lastrucci