SYNECDOCHE, NEW YORK

In sala dal 19 giugno

id. Usa, 2008 Regia Charlie Kaufman Interpreti Philip Seymour Hoffman, Catherine Keener, Sadie Goldstein, Tom Noonan, Peter Friedman Sceneggiatura Charlie Kaufman Produzione Anthony Bregman, Spike Jonze, Charlie Kaufman, Sidney Kimmel  Distribuzione Bim Durata 2h e 4′ www.tinyurl.com/3grshu

“Merito” della morte del protagonista Philip Seymour Hoffman? O dell’Oscar vinto per Lei da Spike Jonze, che è produttore del film e avrebbe dovuto girarlo lui? Lode, in ogni caso, al coraggio della Bim, che recupera l’esordio registico di Charlie Kaufman ben 6 anni dopo la presentazione a Cannes.  Come altre sceneggiature dello stesso Kaufman (Essere John Malkovich, Il ladro di orchidee, Se mi lasci ti cancello, che vinse l’Oscar), è una storia complessa e non lineare, ispirata alla figura retorica della sineddoche, la parte per il tutto. Il regista teatrale Caden Cotard (Hoffman), in crisi familiare e artistica e ossessionato dall’ idea della morte, vuole mettere in scena l’opera definitiva, cioè la sua vita. Compito impossibile perché in continua evoluzione, così come la costruzione di una scenografia sempre più dettagliata. Tiro al bersaglio delle citazioni: Federico Fellini, Pirandello, Baudrillard, Jung, Beckett, Borges? L’avesse girato Spike Jonze, che invece optò per Nel paese delle creature selvagge, sarebbe stato forse più comprensibile. Ma anche quando è esaperante, dà ugualmente da pensare.  — Ma.Gio.

Nella foto in apertura: Philip Seymour Hoffman (1967-2014).

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