“VINICIO CAPOSSELA – NEL PAESE DEI COPPOLONI”: IL TEMPO DI TORNARE

Un viaggio musicale e mitico dai contorni onirici, Vinicio Capossela – Nel Paese dei Coppoloni, ci porta nella terra d’origine del cantautore, tra cultura popolare e performance live. In sala grazie a Nexo Digital il 19 e 20 gennaio

 

Vinicio Capossela - Nel Paese dei Coppoloni
Vinicio Capossela ne Il Paese dei Coppoloni

“Da dove venite? A chi appartenete? Cosa andate cercando?”. Domande che tornano, ossessive, incessanti, per tutta la durata di Vinicio Capossela – Il Paese dei Coppoloni, film/documentario scritto dal cantautore e diretto da Stefano Obino, in sala il 19 e 20 gennaio grazie alla Nexo Digital, per introdurre le varie tappe di un viaggio che si attesta come ideale prolungamento dell’omonimo libro firmato da Capossela e qui ricostruito per immagini, incontri e ricordi. Memorie che affiorano come fantasmi benevoli alla memoria dell’artista, cantastorie/cicerone che ci accompagna tra le terre rocciose e abbandonate dell’Alta Irpinia, tra Cariano e Andretta, paesi d’origine dei suoi genitori e patrimonio di storie, riti, tradizioni e miti che l’autore di Ovunque Proteggi ha custodito dentro di sé come eredità orale di un mondo che non esiste quasi più. Un tornare a casa, dunque, tra paesi arroccati su montagne così alte da ricordare l’Olimpo della mitologia greca, dove i pochi abitanti rimasti – i coppoloni del titolo – godono della vicinanza al cielo ma ne patiscono per primi i capricci, costringendoli a coprirsi il capo.

 

Vinicio Capossela - Nel Paese dei Coppoloni
Vinicio Capossela ne Il Paese dei Coppoloni

Un documentario dal sapore onirico dove i paesi abbandonati dopo il terremoto, che ha lasciato solo crepe ed orologi immobili insieme a qualche fotografia ingiallita e dimenticata nelle case vuote, assumo il profilo di testimoni silenziosi di un mondo che lentamente svanisce, ravvivato solo dal rumore del vento. Una brezza sfruttata dalle pale eoliche che ne hanno trasfigurato il paesaggio nel quale si muove Capossela, viandante pifferaio capace di ravvivare quella terra camminando tra i suoi sentieri alla ricerca di storie, canti e rituali tenuti in vita da chi è rimasto e porta, tra i solchi delle rughe, la testimonianza di un passato fatto di sposalizi che duravano giorni, mietiture che si trasformavano i feste e mammenonne che intonavano canti al calare del tramonto. Un omaggio ad una tradizione così radicata nel tempo che si mischia e confonde con il mito e che ci riguarda tutti perché il paese dei coppoloni narrato da Vinicio Capossela è un racconto intimo e personale ma anche universale, poiché quel patrimonio che vive solo grazie al passaggio orale parla di noi e di tutta quella cultura popolare che gradualmente si disperde nel tempo.

 

Vinicio Capossela - Nel Paese dei Coppoloni
Vinicio Capossela ne Il Paese dei Coppoloni

Un’opera scandita dalla musica, dove inni sacri intonati da cori maschili, frammenti di esibizioni live dello stesso Capossela sul palco del suo Sponz Fest, le melodie de La Banda delle Posta e le performance del ristoratore/interprete Cicillo convivono tra di loro. Un road movie dai contorni folk che traccia un percorso, seguendo le rotaie di una ferrovia ormai in disuso, dove Capossela si muove alla guida di una trebbiatrice/nave volante mischiando il fantastico con l’ancestrale, il mito con il surreale. Tra vecchie foto delle feste, barbieri istrionici e riflessioni tra il colto e il popolare, Il Paese dei Coppoloni, è anche l’occasione per il cantautore di far prendere vita alle parole e alle note de Le Canzoni della Cupa, il suo prossimo album, in uscita a marzo, che trae ispirazione proprio da quei canti incontrati nel suo viaggio a ritroso nel tempo.

 

 

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Manuela Santacatterina

Guarda il trailer di Vinicio Capossela – Nel Paese dei Coppoloni!

https://www.youtube.com/watch?v=F1BN9JRR3Ws

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