”HOUSE OF CARDS”, TERZA STAGIONE: IL RITORNO DI FRANK UNDERWOOD

Il Presidente Francis J. Underwood è tornato: sul canale satellitare Sky Atlantic, in contemporanea con gli States, è andata in onda in anteprima la prima puntata della terza, e forse ultima, stagione di House Of Cards (Attenzione: per chi non avesse visto le precedenti stagioni, pericolo spoiler!)

BRITAIN HOUSE OF CARDS SEASON WORLD PREMIEREDov’eravamo rimasti? Ah, già, nella Stanza Ovale a governare, in piedi, il mondo libero e occidentale. Sì perché, a meno di un anno dall’ultima, roboante puntata della Seanson Two di House of Cards, il Presidente Francis J. Underwood e sua moglie, la First Lady Claire, sono tornati più tronfi, spietati e shakespeariani che mai. Il Capitolo XXVII del political drama, che apre la terza e ultima(?) stagione, è stato trasmesso in anteprima la scorsa notte sul canale satellitare Sky Atlantic (in versione originale sottotitolata, ufficialmente inizierà il prossimo 4 marzo), in contemporanea con la première statunitense di Netfix, che come per le precedenti serie, ha reso disponibile sul suo canale on-demand tutti e tredici gli episodi del così detto atto finale.

house-of-cards-ciakQuesto primo episodio, diretto da John Coles e scritto dal creatore della serie Beau Willimon, parte con un’inedito giro di basso sul tema musicale ormai cult, marcando la percezione che il sound dei prossimi episodi sia più rock che classico e, a dimostrazione, la sequenza d’apertura è forte ed enfatica: il Presidente Frank Underwood rende ”omaggio” alla tomba del padre, lontano dalle telecamere, sbottonandosi i pantaloni per liberare la vescica sulla lapide, non prima di aver deposto un mazzo di fiori. Sembra infischiarsi di tutto Frank, anche di un indice di gradimento mai così basso, incalzato dalle TV e dalle correnti sia repubblicane sia democratiche, che remano contro il piano di risanamento sociale da lui portato avanti. E non è tutto perché la sua Claire, ora, si è cucita addosso il tailleur da First Lady, intenta a perseguire i suoi interessi che mettono alle corde il Presidente con qualche capello bianco di troppo. Ma la rivelazione più grande, e vero protagonista di questo atteso capitolo, è Doug Stamper che, a sorpresa, non è morto dopo l’aggressione di Rachel nell’ultimo episodio della seconda serie. Claudicante e rinchiuso in un ospedale, Doug cerca in tutti i modi un contatto con il Presidente, nonostante si trovi pericolosamente in bilico tra la depressione e la paura, conoscendo meglio di chiunque altro la propensione ”alle maniere forti” di Frank.

BRITAIN HOUSE OF CARDS SEASON WORLD PREMIEREDunque, come dice lo stesso Frank Underwood – interpretato da un Kevin Spacey sempre più nella parte, carico di stress e gonfio di tensione, che fa da contraltare all’interpretazione glaciale e rilassata della bravissima Robin Wright -, il tanto sbandierato American Dream non esiste più: è sbiadito, trapassato e calpestato da dieci milioni di americani che non hanno più un lavoro e, forse per la prima volta, in House of Cards c’è il confronto diretto con quello che c’è al di là delle mura del potere: quel popolo a cui Frank Underwood, adesso, deve fare riferimento. Mantenendo l’estetica elegante e curata, è invece profondamente cambiata la narrazione, almeno in questo primo capitolo della terza stagione. Infatti la scalata al potere è divenuta sopravvivenza quasi disperata, portata avanti da Frank nei corridoi infiniti della Casa Bianca, dove il silenzio è squarciato dai tuoni di un temporale, metaforicamente, (auto)distruttivo. Piove a dirotto sul Presidente Underwood, che non è mai stato così solo verso un destino tutt’altro che scritto.

Damiano Panattoni

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