L’ITALIA CHE NON SI VEDE LA RASSEGNA CHE RACCONTA IL PAESE


Da giugno a settembre Carroponte a Milano diventa la culla di una nuova proposta culturale totalmente gratuita
dedicata alla settima arte, con la rassegna cinematografica L’Italia che non si vede. Un appuntamento, presentato in collaborazione con UCCA – Unione Circoli Cinematografici Arci, che raccoglie tante diverse narrazioni sulla nostra Italia. Storie di personaggi e d’alienazioni, di luoghi e confini di un Paese che non si vede o che è rimasto nascosto dietro le quinte.

Tutti i film in programma affrontano temi d’interesse sociale, pensieri e riflessioni comuni. Un cammino tra le mille sfumature che compongono il ritratto di una nazione, attraverso la storia, il suo presente e i probabili semi del futuro. Da una Napoli mu"Napolislam" di Ernesto Paganoltietnica e partenopea raccontata da Ernesto Pagano in Napolislam alla rabbia descritta ne L’odore della notte dedicato al genio di Pasolini, in cui Claudio Caligari parla dell’ambivalenza tra la buona e la cattiva condotta per raggiungere il riscatto sociale. Altre tappe di questo itinerario alla scoperta del cinema d’autore italiano sono Vergine giurata, l’opera di Laura Bispuri in cui la protagonista Alba Rohrwacher si ritrova intrappolata in un codice arcaico che reprime volti e identità femminili, e Lei disse sì, lungometraggio di Maria Pecchioli che racconta la storia di due donne innamorate, costrette a cercare in un altro Paese il diritto a essere riconosciute legalmente come una vera famiglia. Durante la rassegna saranno presentate anche storie di fantasia ambientate in scenari fin troppo reali, come L’intervallo, scritto e diretto da Leonardo Di Costanzo, e narrazioni di fatti realmente accaduti come Terramatta, un documentario di Costanza Quatriglio che ripercorre la storia dell’Italia del secolo scorso. Ad arricchire il cartellone, opere di coraggio e di speranza come Anija – La nave, il documentario di Roland Sejko vincitore del David di Donatello 2013 che racconta la fine del regime sovietico e il lungo esodo albanese verso l’Italia.

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