ROMAFICTIONFEST: “THE MAN IN THE HIGH CASTLE”, UN’OMBRA SUL PASSATO

Prodotta da Amazon Studios, la serie si basa sul romanzo La Svastica sul Sole di Philip K. Dick. Oggi lo show è stata presentato alla rassegna, catapultandoci in un passato ben diverso da quello che conosciamo, con Germania e Giappone vincitrici della Seconda Guerra Mondiale.

The Man in The High CastleIn un mercato in continua espansione come quello della serialità era scontato che autori e sceneggiatori guardassero anche alla letteratura
per trovare nuove idee o adattare pagine celebri per il piccolo schermo. Volete alcuni esempi? Under The Dome è sviluppata dal romanzo di fantascienza di Stephen King, Il trono di Spade è tratto dai libri di George R.R. Martin mentre House of Cards nasce dalla penna diMichael Dobbs, che ci ha portati nello Studio Ovale insieme al machiavellico Frank Underwood. Anche Frank Spotniz, ideatore di The Man In The High Castle, è partito proprio da un romanzo, La svastica sul sole di Philip K. Dick, per realizzare la sua serie che è stata sviluppata da Amazon Studios e prodotta, tra gli altri, da Ridley Scott. Quest’ultimo, infatti, è un vero ammiratore dei lavori di Dick, che fu l’autore de Il cacciatore di androidi a cui è ispirato Blade Runner.

The Man in The High CastlePresentata in concorso durante la none edizione del RomaFictionFest, lo show è ambientato nel 1962: un passato relativamente recente del quale conosciamo bene gli usi e i costumi, grazie a tv, cinema, libri o racconti di chi quegli stessi anni li ha vissuti in prima persona. Anni nei quali l’Occidente usciva definitivamente dal cono d’ombra post bellico e si proiettava verso un futuro radioso, fatto di benessere e serenità, nonostante il fantasma della Guerra Fredda. Quello che ci viene presentato nel romanzo prima e nel pilot della serie poi è uno scenario ben diverso. Le potenze dell’Asse hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale dominando su gran parte del mondo e gli Stati Uniti non esistono più come siamo stati abituati a conoscerli. Il territorio è stato spartito tra l’est nelle mani della Germania nazista e l’ovest dove detiene il potere il Giappone. Perciò le Montagne Rocciose sono diventate una zona neutrale: la terra franca che divide i due confini.

The Man in The High CastleAl centro della storia un piccolo gruppo di personaggi sparsi tra i due territori che entreranno in contatto tra di loro a causa de La cavalletta non si alzerà più, una pellicola che mostra la vittoria degli Alleati sulle Potenze dell’Asse e la relativa liberazione dagli oppressori. Una testimonianza di una realtà taciuta ed insabbiata che cambierebbe per sempre le sorti dell’umanità e gli equilibri del potere. Inutile elencare le differenze presenti tra libro e serie. Quello che conta è soffermarsi sull’indubbia capacità di Spotniz e dell’apparato tecnico di ricreare il mondo dispotico ipotizzato da Dick. Ci ritroviamo così in una Times Square che al posto delle sfavillanti luci con le quali siamo abituati a conoscerla è avvolta dal rosso di un’enorme drappo con la svastica in primo piano mentre San Francisco è immersa nella cultura giapponese. Un mix di architetture e paesaggi tipicamente americani trasfigurati attraverso le dominazioni delle due potenze occupanti.

Manuela Santacatterina

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