SOPHIA LOREN CITTADINA ONORARIA DI NAPOLI

«Non sono italiana, sono napoletana! È un’altra cosa!», Sophia Loren l’ha sempre detto e ora Napoli la riconosce ufficialmente cittadina onoraria. Lo ha deciso ieri, su proposta del sindaco Luigi de Magistris, la giunta comunale nella sua prima riunione, sottolineando i «sentimenti di amicizia, stima, gratitudine, ammirazione e affetto della città di Napoli» nei confronti di una grande artista, consacrata «autentico ed assoluto patrimonio di Napoli e dell’intero nostro Paese». La cerimonia pubblica di conferimento della cittadinanza onoraria si terrà sabato 9 luglio alle ore 10.30 nel cortile del Maschio Angioino: a premiare l’attrice sarà proprio il sindaco de Magistris, con l’assessore alla Cultura Nino Daniele. «E’ una bellissima cosa, una delle prime delibere della mia seconda sindacatura è questa: siamo felicissimi di consacrare formalmente il legame tra città di Napoli e Sophia Loren, che è già di fatto napoletana», ha commentato il primo cittadino. Ospiti d’onore della cerimonia, gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana che hanno scelto Napoli dal 7 al 10 luglio per presentare le loro collezioni di Alte Artigianalità (alta gioielleria, alta moda e alta sartoria) per cui hanno voluto la Loren come madrina dell’iniziativa.

«Io ho Napoli nel mio dna, venirci è una festa. Napoli mi dà un calore immenso e mi emoziona sempre, sin dalle prime volte, quando ci venivo da ragazzina», Sophia Loren questa volta a Napoli ci torna per sempre. L’attrice nata a Roma «per combinazione», come spiegava in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno, dopo poche settimane è stata portata dalla madre a Pozzuoli e lì è cresciuta. Pozzuoli rimane sempre un bel ricordo per lei. «Ma quelli erano gli anni della fame, e della guerra: questo per noi, che abitavamo nei dintorni della ferrovia, voleva dire passare tutte le notti sotto il tunnel per via dei bombardamenti. Voleva dire mio zio che portava giù i materassi, e voleva dire pure topi e scarrafoni nel rifugio». Così arrivò a Napoli. «Per me che ero ancora una ragazzina Napoli era soprattutto il gelato con la panna, da Caflish. E anche, quando si poteva, babà e sfogliatelle».

Un giorno la madre le disse «Si va a Roma, a fare il cinema», così iniziò la storia di quella giovane attrice che si chiamava ancora Sofia Scicolone. A Roma incontrò il produttore e uomo della sua vita, Carlo Ponti, venne scelta da Vittorio De Sica per La Ciociara, ma poi tornò a Napoli con Eduardo De Filippo, come Filumena Marturano nel Matrimonio all’italiana tratto dalla commedia del grande drammaturgo napoletano. Fu sempre a Roma che Sophia Loren incontrò un altro dei suoi miti, Totò, in un teatro di posa. «Mi vide e sùbito mi disse ‘‘Te staje murenno ‘e famme, piccere’?”. Io risposi ‘‘proprio morire no… però qualcosa la mangerei volentieri”. Lui chiamò il cameriere, fece arrivare qualcosa dal bar e mi regalò pure 100 mila lire, per me a quei tempi un patrimonio, che portai felicissima a mammà. Sembrava una scena di Miseria e nobiltà, che in effetti girammo di lì a poco», ha raccontato l’attrice sempre al Corriere del Mezzogiorno. E ancora con Totò poi girò L’oro di Napoli, in cui la bella e formosa Sophia gestisce una pizzeria da asporto nel rione Materdei nell’episodio Pizze a credito. Nel 1963 in Ieri, oggi, domani, Sophia diventa Adelina, una giovane napoletana venditrice di sigarette di contrabbando che per sfuggire al carcere cerca di rimanere incinta più volte possibile. Infine dopo una carriera di successi e fortune, è l’attrice ad omaggiare la sua Napoli con la Voce umana, il film del figlio Edoardo, presentato a Cannes nel 2014, tratto dal celebre testo teatrale di Jean Cocteau e adattato in napoletano da Erri De Luca. «Glielo devo, io mi sento una figlia di questa città, e allora dico: Napoli non l’ammazza nessuno, evviva Napoli!». 

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