VENEZIA 72: COOL OR FOOL!

Logo Ciak In MostraCIAK IN MOSTRA: VENEZIA 72 NEL SEGNO DEL GLAMOUR

DI ANDREA ALGIERI

 

La 72 Mostra del Cinema di Venezia è giunta al termine e c’è da ammettere che è stata un’edizione non ricca dal punto di vista del glamour, seppur con diversi picchi. Ecco i magnifici 7, icone di eleganza e stile, e i terribili 7 colpevoli , forse ignari, di aver sbagliato look!

I MEGNIFICI 7

La perfezione o quasi si raggiunge equilibrando personalità, carisma e attitude! Una sorta di tutto cambi perché tutto resti com’è. Venezia 72 ha segnato questo passo attraverso certezze e new entry, in fatto di stile e glamour. Racchiudere un intero Festival in soli 7 momenti non è semplice, io ho scelto questi. Non è una classifica ma un sunto, perché ognuno di questi fluttua disinvolto verso la perfezione visiva…Da Alba Rohrwacher in Valentino, rosso Valentino, che sembra uno di quegli outfit già nella storia, all’eleganza techno di Kirsten Stewart in Chanel asimmetrico e ricamato, molto innovativo e d’impatto, passando per Dakota Johnson, che ha optato per un semplice abitino rosa di Prada, che ne ha risaltato la naturale bellezza, giusto mix di sensualità e raffinata freschezza. Altro apice di stile l’ha raggiunto l’algida quanto androgina Tilda Swinton, resa ancor più alta e sofistica dall’abito Haider Ackermann, una vera e propria installazione artistica mobile; altro vanto del Made in Italy, per questa edizione del Festival è stata Valeria Golino, semplicemente una dea, capelli, trucco e abito da applausi, a dimostrazione che si può essere attrici impegnate e anche icone di stile. Unico uomo tra i Magnifici 7, è Jake Gyllenhall, che in tuxedo di velluto nero, anzi nerissimo, di Salvatore Ferragamo, ha impattato alla perfezione con il velluto rosso del red carpet, connubio perfetto tra uomo rude e glamour, must la barba incolta. Menzione speciale per gli aborigeni della tribù Yakel che hanno portato al Lido il vero etno chic, non quello che si compra nei negozi snob di alcuni designer, ma quello vero, direttamente dall’Australia, e il risultato è perfetto. Paese che vai eleganza che trovi.

I TERRIBILI 7

Se l’eleganza si raggiunge attraverso il mix tra personalità, carisma e attitude, la non eleganza si può raggiungere attraverso diversi percorsi, e diversi approcci. Non togliendo nulla alle carriere e ai personaggi scelti come I Terribili 7, spero che tali esempi siano archiviati alla svelta e che non vengano più replicati negli anni a venire. L’edizione 72 del Festival di Venezia sarà ricordata per diversi crimini contro la moda, ma il più eloquente e violento è rappresentato dalle infradito del presidente di giuria, Johnatan Demme, giuro sarebbe stato meglio avesse indossato le ciabatte a fascia, che stanno tornando di moda tra i fashion addicted, ma le infradito proprio no. Altro misfatto, forse dovuto a troppa sicurezza, la giacca scelta dal Blasco, non so se abbia mai fatto un red carpet cinematografico prima, ma non è che si debba luccicare a tutti i costi, snaturando la propria personalità, a noi Vasco piace rude e crudo. Altra apparizione visivamente discutibile quella di Serena Grandi, che onore a lei, non nasconde le sue ampie misure, ma comunque un minimo di gusto in più avrebbe permesso un accostamento meno duro e pesante, perché i pois? Perché quella lunghezza per l’abito? E soprattutto perché quelle scarpe?
Delusione totale è arrivata anche da parte delle scelte stilistiche di Chiara Caselli, che pur in passato ci ha abituati a bellissimi outfit e look, ma perché quest’anno ha optato per una mise a metà tra manager d’ufficio e signora annoiata?
Quali ossessioni avranno portato Ottavia Piccolo, signora del Cinema e della Tv italiana, a tale risultato? Un misto tra Jasmine di Aladin e una signora indiana di bassa casta, perché ok il look etnico, ma esistono anche tessuti e calzature molto più adatte ad un red carpet internazionale. Altro mistero di questo Festival è stata Nastassia Kinsky, volto del manifesto ufficiale, che ha optato, sempre, comunque e dovunque per abiti a peplo stretti sotto il seno… Forme che non donavano affatto all’attrice. La domanda è: gusto personale o colpa di stylist troppo accondiscendenti?
Ma ecco il boss dei Terribili 7… Rutger Hauer! Perché? Perché? Perché? rispetto per pubblico e festival vicino allo zero, anche volendolo aiutare non potrei, perché sarebbe un look sbagliato anche per andare a passeggio da solo… Se a Venezia ha messo il piumino, non osa immaginare cosa indosserebbe sul red carpet del Festival di Berlino.

 

 Ph. di Piermarco Menini