Agente 117 – Missione Rio, ecco la prima clip del film

Hubert Bonisseur de la Bath in Brasile per stanare un ex ufficiale nazista. Al suo fianco un’agente del Mossad bella e letale. Riusciranno a portare a termine la missione?

Agente Speciale 117 Al Servizio della Repubblica – Missione Rio è nei cinema italiani dal  29 luglio. La più grande spia dei servizi segreti francesi è di nuovo in missione. Sono passati dodici anni dalla missione al Cairo, la destinazione per Hubert Bonisseur de la Bath, nome in codice Agente Speciale 117, è questa volta ben più esotica: il Brasile.

Scopo del viaggio è scovare un ex ufficiale nazista fuggito dopo la Seconda guerra mondiale. Lo accompagnerà in quest’avventura un’agente del Mossad tanto bella quanto letale. Insieme andranno dalle spiagge di Rio de Janeiro alla foresta amazzonica, entrambi determinati a portare a termine l’incarico che è stato loro affidato.

In realtà di anni da Agente Speciale 117: missione Cairo ne sono passati solo tre, dal 2006 al 2009, quanto ci è voluto a Michel Hazanavicious per rimettere addosso a Jean Dujardin gli eleganti panni dell’agente segreto creato dalla penna di Jean Bruce. Il regista vincitore poi del premio Oscar per The Artist ha scelto, rispetto alla versione letteraria, un tono più guascone e politicamente non del tutto corretto, e la cosa ha funzionato, dato che anche questo secondo film è stato, all’epoca dell’uscita, campione d’incassi in Francia.

michel hazanavicious

Cifre alla mano, due milioni e mezzo di biglietti staccati per questo film, poco meno per il precedente, risultati eccezionali che hanno contribuito a rendere la coppia Dujardin-Hazanavicious amatissima dal pubblico transalpino.

Merito anche dell’agente Bonisser de la Bath, un po’ cialtrone, maschilista, razzista senza neanche sapere di esserlo, neanche troppo capace, ma che alla fine riesce sempre a portare a termine le sue missioni. Come per ogni spia che si rispetti, non può non avere al suo fianco una bella donna, naturalmente in tutto e per tutto agli antipodi, rappresentante del progresso e della modernità.

agente 117 missione rio

Nella missione al Cairo c’era Berenice Bejo (galeotto fu il set, per lei e il regista, da allora sposi felici e con prole), nelle peripezie carioca fa coppia con Louise Monot, ex modella poi passata al cinema e alla televisione, ancora molto popolare in Francia.

Una delle ragioni per cui l’azione di OSS 117 sia passata dal 1955 al 1967 da un film a l’altro è alla base della grande ironia, ma anche della critica, nei confronti della borghesia francese di cui il buon de la Bath è strumento nelle mani del regista.

Il tempo passa, le mode passano, il mondo cambia, ci sono rivoluzioni culturali e politiche, ma Hubert Bonisser, così come la repubblica al cui servizio è, non cambia. A suo modo Hazanavicious fa cinema politico, ma senza esagerare, preferendo comunque spingere l’acceleratore sulla risata.

D’altronde fare commedia è la cosa più difficile del mondo, trovare qualcuno che lo sappia fare con intelligenza è merce rara. Lo ha capito anche Rudiger Vogler, attore feticcio di Wim Wenders, che non esita a indossare i panni del nazista in fuga Von Zimmel, facendone una macchietta divertentissima.

agente 117 missione rio rudiger vogler

Mancava l’agente 117 al cinema francese, da tempo prigioniero di commedie ben fatte, ma sin troppo educate. L’arte ha sempre avuto bisogno del caos e dell’imprevedibilità. Qualità che certamente non mancano a Hubert Bonisser de la Bath.

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