Bergamo Film Meeting: giorno per giorno, guida agli eventi imperdibili

Il 36mo Bergamo Film Meeting onora la sua 36ma edizione con un programma ricco come da anni non si vedeva. Si parte venerdì 9 con un capolavoro di Murnau, L’ultima risata (1924), proiezione speciale (una anteprima) in Basilica Santa Maria Maggiore, con musiche dal vivo d’organo suonate da Gerardo Chimini, si arriva Domenica 18 al “classico” Auditorium, con Ann-Margrit di Arne Skouen (1969) per l’omaggio retrospettiva a Liv Ullman.

Oltre al Concorso (7 film, con un italiano: il documentario The Strange Sound of Happiness di Diego Pascal Panarello), elenchiamo: la sezione Visti da vicino (15 film); l’omaggio alla magnifica diva e regista Liv Ullman; la sezione Europe Now!, concentrata quest’anno sull’austriaca Barbara Albert, il francese Stephane Brizé (quello de La legge del mercato!), il rumeno Adrian Sitaru; un capitolo pieno di perle imperdibili sui Ribelli del ’68, La nuova onda del cinema cecoslovacco; il focus dell’animazione dedicato in questa edizione alla slovena Spela Cadez; la Mostra con personale sull’appartatissimo maestro Jonas Mekas, un pioniere dell’underground; Fantamaratone (I ragazzi venuti dal Brasile e il divertentissimo Re-Animator), Kino Club, il Premio Giulio Questi dedicato ai corti e la delizia di vedere su grande schermo La principessa delle Ostriche di Lubitsch, in speciale collaborazione con Bergamo Jazz. Il tutto per 150 proiezioni.

L’ultima risata di Murnau

Un ritorno in grande stile dunque, quello del Bergamo Film Meeting, reso possibile dalla nuova attenzione degli enti Comunali e Provinciali (a proposito: causa trasloco la sede del festival ha trasferito sede e uffici, in locali temporaneamente messi a disposizione proprio dalla Provincia) e della collaborazione in sinergia con realtà culturali e artistiche della città orobica, tra cui, particolarmente prestigiosa, quella con l’Accademia Carrara. Appena a lato, proseguendo spigolando su quel che ci sarà, ecco BFM Daily Strip: il festival a fumetti, ovvero strisce quotidiane sulla vita del festival, disegnate da Mabel Morri, Fabio Tonetto, Vincenzo Filosa, Vittoria Moretta (in incontri pubblici). Senza dimenticare laboratori, workshop, incontri, dibattiti.

Noi, come avrebbe detto Rino Tommasi, abbiamo segnato col circoletto rosso alcuni appuntamenti, occasioni quasi uniche per vedere o rivedere esempi di grande cinema. Eccoli, piluccando dal calendario del Bergamo Film Meeting, secondo personalissimo gusto.

Sabato, 10: La vergogna (1968) di Bergman con Liv Ullman; Fallen (2006) di Barbara Albert; Je ne suis pas là pour etre aimé (2005) di Stephane Brizé.

Domenica, 11: Treni strettamente sorvegliati (1966) di Jiri Menzel, Conversazioni private (1996) di Liv Ullman; Mobile Homes (2017) di Vladimir de Fontenay.

Lunedì, 12: Karl e Kristina (1971) di Jan Troell; Una vita (2016) di Stephane Brizé; Ice Mother di Bohdan Slama (2017); The Joke (1969) di Jaromil Jires.

Martedì, 13: La legge del mercato (2015) di Stephane Brizé, Fixeur (2016) di Adrian Sitaru.

Mercoledì, 14: L’ora del lupo (1968) di Bergman; Quiet Hapiness (1985) di Dusan Hanak; Lindy Lou, Juror number 2, di Florent Vassault (2016)

Giovedì, 15: La bleu des villes, di Stephane Brizé (1999), Sarabanda (2003) di Bergman; Sebastiane (1976) di Derek Jarman; Apostasy (2017) di Daniel Kokotajlo.

Venerdì, 16: Nordrand (1999) di Barbara Albert; Lady on the Tracks (1966) di Ladislav Rychman; Illegittimo (2016) di Adrian Sitaru; Persona (1966) di Ingmar Bergman.

Sabato, 17: L’uomo che bruciava i cadaveri (1968) di Juraj Herz; Passione (1969) di Bergman; Madamoiselle Chambon (2009) di Stephane Brizé; Incantesimo (1938) di George Cukor; L’orecchio (1970) di Karel Kachyna.

Domenica, 18: Rapina al treno postale (1967) di Peter Yates; Free Radicals (2003) di Barbara Albert.

Et voilà, o cinefili, il catalogo, in estrema sintesi, è questo. Ma su Liv Ullman e sui registi cecoslovacchi del ’68 promettiamo di ritornarci presto. E meglio. Buona visione.

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