Liv Ullmann al Bergamo Film Meeting: «Perché Ingmar Bergman mi ha cambiato la vita»

Liv Ullmann ha illuminato la 36a edizione del Bergamo Film Meeting con la retrospettiva su di lei e ancor più con la sua presenza, la grazia e la bellezza senza tempo. Ottanta anni il prossimo dicembre e sembra ancora una ragazzina. Si racconta con generosità al pubblico e alla stampa del festival. «Persona di Ingmar Bergman, che abbiamo rivisto ieri sera qui a Bergamo, non è stato il mio primo film», osserva l’attrice e regista norvegese. «Avevo cominciato a recitare sette anni prima circa, senza contare che probabilmente recito dall’età di zero anni… Persona però è sicuramente il film che ha cambiato la mia vita per molte ragioni e di sicuro ha cambiato la mia carriera. Tra i migliori e più profondi insegnamenti di Ingmar ricordo queste sue parole: “C’è una realtà oltre la realtà ed è nell’animo”».

Liv Ullmann in Persona

Alla nostra domanda se ci sia stato un personaggio più difficile da togliersi di dosso finite le riprese o un ruolo che l’abbia segnata di più, tra i tanti film e le pièce memorabili interpretate, risponde: «Non sono mai stata un’attrice che “vive” i suoi personaggi fuori dagli Studios o fuori da un palcoscenico. Uso e ho sempre usato solo me stessa, questo è il mio volto, questa è la vita che ho vissuto e il mio corpo. Dunque ho sempre cercato cosa c’era di mio nel personaggio, mai il contrario! In questo modo come attore non sei mai sfruttato da un personaggio o spinto a credere alla finzione. Alla finzione ho sempre preferito i sentimenti, perché quelli restano veri anche se reciti!».

Luca Barnabé

Nessun Articolo da visualizzare