Festival della Bellezza, apre Jasmine Trinca al Teatro Romano

Fra gli ospiti della rassegna, quest’anno dedicata a «Eros e Bellezza», altri grandi nomi del cinema, come Avati, Canova, Barbareschi e Boni.

Un’apertura all’insegna del grande cinema. Sarà Jasmine Trinca, fresca vincitrice del David di Donatello e del Nastro d’Argento come miglior attrice protagonista per la sua interpretazione in «La dea della fortuna» di Ferzan Özpetek, a inaugurare, sabato 28 agosto alle 21.30 al Teatro Romano, il Festival della Bellezza 2020 a Verona, con una serata dal titolo «L’incantamento della sensibilità» e alcune riflessioni sulla fascinazione della recitazione tra talento e magnetismo.

Ai quattordici eventi che si terranno nella magia dell’Arena, nel programma di questa speciale edizione dedicata a «Eros e Bellezza», si aggiungono dal 28 al 31 settembre, sette appuntamenti in un altro luogo storico, unico: il Teatro Romano.

Ed è qui che altri grandi nomi del cinema porteranno il loro talento, le loro storie e passioni. Sabato 29 agosto, alle 21.30, il regista Pupi Avati in «Eros come nostalgia dell’eros», ripercorrerà le manifestazioni dell’amore sensuale nella sua cinematografia, tra ricordi e aneddoti di una lunga carriera dietro la macchina da presa. Domenica 30 agosto, sempre alle 21.30, protagonista della serata sarà il critico e scrittore Gianni Canova che proporrà una dissertazione su «Fellini e l’evasione onirica dell’eros», nell’anno in cui si celebrano i cent’anni dalla nascita del grande regista. Lunedì 31 agosto, stesso luogo e ora, l’attore e regista Luca Barbareschi esplorerà l’appeal dell’avventura tra esperienze e riferimenti artistici, indagando un personaggio divenuto un’icona dell’eros: Casanova.

Le serate dal sapore cinematografico, che nel programma generale si affiancano a quelle più letterarie, filosofiche e musicali (per visionare l’intero cartellone visitare il sito), si concluderanno sabato 19 settembre alle 21.30 con Alessio Boni (che chiuderà anche l’intero festival) in «Il gioco drammatico della seduzione» che, secondo l’attore, si realizza attraverso lo schermo cinematografico e il palcoscenico di un teatro. Boni, nella suggestione dell’Arena e con una coperta di luna e stelle, mostrerà come «l’eros è una recita in cui tutti i ruoli si scambiano. Corpo e voce, volto e maschera: in ogni dramma la fascinazione è il deus ex machina. E come l’attore forza l’ambivalenza della finzione per insinuarne l’autenticità».

Testo di Michela Offredi