Noir in Festival: vincono Kød & Blod, No matarás e Favolacce

Al lungometraggio d’esordio della danese Jenatte Nordahl va il Black Panther Award. Menzione speciale per l’opera seconda dello spagnolo David Victori e Premio Caligari ai D’Innocenzo. Durante la serata di chiusura, un’anteprima dell’atteso Diabolik .

Sono il danese Kød & Blod (di Jeanette Nordahl) e lo spagnolo No matarás (di David Victori) i vincitori tra i lungometraggi in concorso al XXX Noir in Festival. Kød & Blod (titolo internazionale Wildland) si aggiudica il Black Panther Award, mentre a No matarás va la menzione speciale. Tra i lungometraggi noir italiani usciti nella passata stagione, è stato invece Favolacce dei Fratelli D’Innocenzo ad aggiudicarsi il Premio Caligari 2020. Riconoscimento, quest’ultimo, promosso con l’Università IULM e assegnato da una giuria popolare composta da novanta studenti e appassionati di cinema e guidata dal regista Claudio Giovannesi (vincitore del Caligari nella passata edizione con La paranza dei bambini). Tutti e tre i film premiati saranno disponibili online sulla piattaforma MYmovies per la giornata del 13 marzo.

Un traguardo importante quello della regista Jeanette Nordahl, che con la sua opera prima Kød & Blod era già stata selezionata alla Berlinale 2020, e che ha conquistato la giuria del Noir, composta dal produttore Carlo Degli Esposti, dall’attrice Camilla Filippi e dal regista Gianluca Maria Tavarelli. Questi hanno conferito a Nordahl il Black Panther «per aver saputo raccontare la scelta di un’adolescente che abbraccia una famiglia maledetta pur di sentirsi parte di un gruppo, con una regia capace che sceglie consapevolmente di rallentare la narrazione permettendo allo spettatore di scendere negli inferi al fianco della protagonista».

Non meno meritato il riconoscimento all’opera seconda di David Victori, No matarás (già vincitore di un Goya per l’interpretazione del protagonista Mario Casas), definito nelle motivazioni della giuria «Un incubo notturno visionario, intricato e avvincente, di forte impatto. Un racconto moderno che ci pone dinanzi alla paura di vedere sfumare una dopo l’altra ogni speranza di salvezza e redenzione». Il film sarà distribuito in Italia da Movies Inspired.

Ad Andrea Paris, Sidney Sibilia e Matteo Rovere è andato invece il Premio Speciale Claudio Caligari per il lavoro svolto con Ascent Film e Groenlandia.  Due premi speciali sono andati anche ad altrettanti registi internazionali che con la loro opera hanno contribuito a ridefinire le coordinate dei generi più cari al festival. Il primo è il giapponese Kurosawa Kyioshi (già Leone d’argento a Venezia 2020 per Wife of a Spy), cui è andato l’Honorary Award alla carriera. Il secondo è lo statunitense Brian Yuzna, che si è aggiudicato il Premio Luca Svizzeretto (dedicato alla memoria del critico, giornalista e collaboratore del festival scomparso nel 2016), assegnato dal Noir al “Maverick” dell’anno, ovvero a un regista che abbia inciso muovendosi in maniera anticonvenzionale all’interno del genere. Gli incontri con entrambi i registi sono visionabili su MYmovies il 13 giugno e sui canali YouTube e Facebook del festival.

Durante la cerimonia di premiazione (trasmessa in diretta su MYmovies dagli studi Gedi Visual) sono stati assegnati anche i riconoscimenti letterari del festival: il Raymond Chandler Award alla carriera per John Banville, il Premio Giorgio Scerbanenco 2020 a Tullio Avoledo per il romanzo Nero come la notte (Marsilio) e il Premio del Pubblico a Psychokiller (SEM) di Paolo Roversi.

Ma, come preannunciato, la serata di chiusura del Noir in di quest’anno ha visto anche la partecipazione straordinaria dei Manetti Bros., storici amici del festival («In tutto quello che noi facciamo c’è del noir», ha detto Marco Manetti) e a lungo attesi col loro nuovo film dedicato all’antieroe noir per eccellenza dell’immaginario pop italiano, Diabolik. della nuova trasposizione, come promesso, abbiamo visto alcune accattivanti immagini in anteprima dal teaser (dove si annuncia l’uscita entro il 2021) e dal backstage del film: in particolare, un dialogo tra la Eva Kant di Miriam Leone e il commissario Ginko di Valerio Mastandrea, girato all’interno di una location cara al Noir, l’albergo Royal di Courmayeur. Non per nulla, come hanno anticipato i registi, il loro non sarà affatto un «Diabolik commedia», ma anzi è a tutti gli effetti il «film più noir» della loro carriera.