IL REGNO D’INVERNO

Kis uykusu, Turchia, 2014 Regia Nuri Bilge Ceylan Interpreti Haluk Bilginer, Melisa Sozen, Demet Akbag, Ayberk Pekcan Sceneggiatura Nuri Bilge Ceylan, Ebru Ceylan Produzione Zeynep Ozbatur Atakan Distribuzione Parthenos Durata 3 h e 16′

in sala dal 

9 ottobre

C’era ancora una volta, in Anatolia. In uno sperduto villaggio un ex attore, Aydin, da tempo lontano dalle scene, gestisce un piccolo albergo incastonato nella roccia dove vive con la sua giovane moglie Nihal un rapporto distante e conflittuale e dove accoglie la sorella Necia, ancora ferita dal recente divorzio. L’uomo scrive su un piccolo giornale locale e progetta di scrivere un libro sul teatro turco, mentre sua moglie si dedica a opere filantropiche.

Vincitore a Cannes di una Palma d’Oro che oltre a consacrare il talento di uno degli autori più apprezzati nel panorama internazionale celebra anche i cento anni del cinema turco, Nuri Bilge Ceylan (Nuvole di maggio, Uzak, Il piacere e l’amore, Le tre scimmie, C’era una volta in Anatolia, Grand Prix a Cannes) riflette sul rapporto tra modernità e tradizione, città e campagna, uomo e donna, guardando alla grande letteratura e facendo dialogare tra loro luoghi, parole e stati d’animo. Le contraddizioni di un paese sospeso tra il passato e un presente che guarda incerto al futuro esplodono insieme alle tensioni familiari a lungo sopite in un luogo chiuso e claustrofobico che da rifugio contro il gelo invernale diventa teatro di dolorose lacerazioni e malesseri. Strappi restituiti da dialoghi lunghi e densi, dietro i quali si nasconde una verità destinata a emergere poco a poco, mentre le maschere scivolano via.

Ecco perché non dovete perderlo: Tratto da alcune novelle di Checov alle quali si aggiungono citazioni da Shakespeare, Voltaire e Camus, il film rievoca temi, atmosfere e rigore alla Bergman, mescolando ripetutamente le carte in tavola e alternando nei singoli personaggi il ruolo di vittima e carnefice. L’impegno chiesto allo spettatore è di oltre tre ore, ma la spietatezza e l’umanità di quest’opera vi ripagheranno.

Alessandra De Luca