ANITA EKBERG: DALLA SVEZIA A FELLINI, 10 MOMENTI CHIAVE

Anita Ekberg sul set di La dolce vita
Anita Ekberg sul set di La dolce vita

Quasi un anno dopo la scomparsa di Aiché Nana, che aveva ispirato Federico Fellini per l’episodio dello spogliarello di La Dolce Vita, se n’è andato oggi un pezzo fondamentale di quel film, Anita Ekberg, entrata nella storia del cinema e del costume nei panni di Sylvia, l’avvenente bionda che nel film di Fellini faceva il famoso bagno nella Fontana di Trevi invitando lo sbigottito protagonista a seguirla («Marcello, come here! »). Tutto il mondo la ricorderà grazie a questa immagine, ma vediamo quali sono stati i momenti più significativi della carriera dell’attrice.

Nata a Malmö nel 1931, la Ekberg (nome completo Kerstin Anita Marianne Ekberg) vince il titolo di Miss Svezia a 19 anni nel 1950. Si trasferisce negli Stati Uniti per concorrere a Miss Universo, ma è scoperta da Howard Hughes che la lancia a Hollywood (e le propone anche il matrimonio).

Dopo due ruoli non accreditati (il primo è L’avventuriero della Louisiana, dove conosce Tyrone Power, con cui ha una relazione), fa il suo vero esordio nel 1953 in un film di Gianni e Pinotto, Viaggio al pianeta Venere.

Il successo lo raggiunge con due pellicole di Frank Tashlin interpretate da Jerry Lewis e Dean Martin, Artisti e modelle (1955) e Hollywood o morte (1956), ultimo lavoro della coppia, in cui recita nel ruolo di se stessa e ottiene un Golden Globe come miglior attrice emergente.

Anita Ekberg in Boccaccio 70
Anita Ekberg in Boccaccio 70

Fellini la sceglie forse dopo averla vista nel film di Brignone Nel segno di Roma (1959) e la utilizza poi per altri 3 film: nell’episodio Le tentazioni del dottor Antonio (da Boccaccio’ 70, 1962), in cui ossessiona un bigotto censore come immagine sexy di un cartellone pubblicitario che promuove una marca di latte, e quindi nel ruolo di se stessa per I clowns (1970) e Intervista (1987).

Torna brevemente a Hollywood recitando in I quattro del Texas (1963) con Frank Sinatra, Dean Martin e Ursula Andress, prima di stabilirsi in Italia dalla metà degli Anni ’60. In un primo momento è stata considerata per il ruolo di Honey in Agente 007 Licenza di uccidere (1962), poi andato proprio alla Andress.

Oltre a due mariti, gli attori Anthony Steel (dal 1956 al 1959) e Rick Van Nutter (dal 1963 al 1975), e alla relazione con Power, ha avuto un breve fidanzamento con Dino Risi, che l’ha diretta in A porte chiuse (1961).

Anita EkbergÈ apparsa sulla copertina di Playboy nel numero di ottobre del 1978, mentre la rivista Empire nel 1995 l’ha inserita tra le 100 attrici più sexy della storia del cinema.

Quando il suo nome è diventato meno di richiamo, ha partecipato ad alcuni film di genere: l’horror (Malenka, la nipote del vampiro, 1969 di Armando De Ossorio), il western (La lunga cavalcata della vendetta, 1972, di Tanio Boccia); la commedia sexy (Casa d’appuntamento, 1972, di Fernando Merighi); il thriller (Suor Omicidi, 1978, di Giulio Berruti). Negli ultimi anni, prima di abbandonare l’attività nel 2002, ha partecipato a Il conte Max (1991) di Christian De Sica e alla serie tv Il bello delle donne 2 (2002).

È stata citata da Bob Dylan (insieme a Brigitte Bardot e Sophia Loren) nella canzone I Shall Be Free e dal gruppo Rough Trade in High School Confidential.

Il suo soprannome era “L’iceberg”.

Valerio Guslandi