ASPETTANDO “BIG EYES”: TIM BURTON IN 5 CLASSICI

In occasione dell’uscita si Big Eyes, nelle nostre sale dal 1 gennaio, Ciak omaggia il regista Tim Burton con la Top Five dei film che lo hanno reso già un classico del cinema

Big-EyesDopo la nomination all’Oscar nel 2013 per il miglior film d’animazione con Frankenweenie, film in stop motion e adattamento dell’omonimo corto realizzato nel 1984 ispirandosi al Frankenstein di Mary Shelley, Tim Burton torna nelle nostre sale con il biografico Big Eyes. Basato sulla vera storia della pittrice Margaret Keane (Amy Adams) che, con i protagonisti dei suoi dipinti dai grandi occhi malinconici, ha rivoluzionato l’arte pittorica degli anni ’60, il film si concentra sulla truffa perpetrata da suo marito, Walter Keane (Christoph Waltz), ai danni di acquirenti e ammiratori che per molti anni credettero fosse lui il vero autore dei quadri. La verità affiorerà solo dopo la separazione dei due, quando l’artista rivendicherà la paternità delle sue opere in tribunale. Apparentemente il meno burtoniano dei suoi film, Big Eyes, racchiude invece tutto il suo mondo filmico. Non a caso la sceneggiatura della pellicola è scritta da Scott Alexander e Larry Karaszevski, i medesimi autori di Ed Wood, primo film biografico diretto da Burton. Da sempre affascinato dal fantastico e dal bizzarro, Burton ha speso la sua intera carriera a raccontare il mondo degli outsider, avvalendosi di atmosfere gotiche e fiabesche arricchite da un umorismo nero e ispirazioni letterarie che hanno reso i suoi personaggi vere e proprie icone pop. Circondato da fedeli collaboratori, dal compositore Danny Elfam all’amico Jonny Depp, passando per l’ormai ex compagna Helena Bonham Carter (di questi giorni l’annuncio della separazione tra i due), Tim Burton, coi suoi film segnati da uno stile personale e immediatamente riconoscibile, è ormai un regista cult e noi di Ciak vogliamo ripercorrere la sua carriera con la Top Five delle pellicole che hanno contribuito a renderlo già un classico del cinema.

Edward-mani-di-forbice Edward mani di forbice (1990)Il classico burtoniano per eccellenza. La pellicola racchiude l’insieme delle caratteristiche scenografiche e narrative che ritroveremo disseminate nell’intera carriera del cineasta californiano e sancisce l’inizio di una collaborazione tra il regista e Johnny Depp, qui nei panni della giovane creatura, con le forbici al posto delle mani, realizzata da un’inventore interpretato da Vincent Price, attore statunitense tanto amato nell’adolescenza da Burton. Tra la riproduzione della provincia americana, tripudio di colori e allestimenti kitsch, alla purezza d’animo del protagonista, outsider per eccellenza, Edward mani di forbici è il Manifesto del cinema di Tim Burton.

Big Fish Le storie di una vita incredibile (2003)

Con quattro nomination ai Golden Globes e una agli Oscar per la miglio colona sonora, Big Fish, tratto dal romanzo di Daniel Wallace e distribuito dalla Columbia, racconta le avventure fantastiche vissute dal suo protagonista Edward Bloom (Ewan McGregor/Albert Finney) trasportando lo spettatore in un tempo sospeso dove i confini del reale si mischiano con quelli del fantastico permettendo a giganti e sirene, boschi incantati e ballerine siamesi di convivere con il racconto della guerra o del difficile rapporto padre/figlio.

Big-Fish
Ed-Wood Ed Wood (1994)Prima pellicola biografica diretta da Tim Burton e scritta dal duo Scott Alexander/ Larry Karaszevski, il film, è un omaggio a Edward D. Wood Jr (Johnny Deep), “il peggior regista di tutti i tempi” con un’ossessione per i maglioni d’angora da donna e attivo negli anni ’50 principalmente con b-movies horror che videro la partecipazione di Bela Lugosi, famoso per la sua interpretazione di Dracula. Presentato in concorso alla 48ª edizione del Festival di Cannes e realizzato in un bianco e nero onirico, con la partecipazione di attori come Bill Murray nel ruolo dell’eccentrico attore John “Bunny” Breckenridge, il film, riconferma l’affiatamento tra il regista e il suo attore feticcio, sottolineando ancora una volta la predilezione e l’amore per personaggi “minori” da parte di Burton.

La sposa cadavere (2005)

Basata su una leggenda ebraico/russa, la pellicola, nominata all’Oscar come miglior film d’animazione, si può considerare il primo film realizzato in stop motion dal regista, dopo Nightmare Before Christmas, lungometraggio Disney diretto da Henry Selick, che vide Burton nella sola veste di produttore. I protagonisti, Victor e Emily, doppiati nella versione originale da Johnny Depp e Helena Bonham Carter, rappresentano rispettivamente il mondo dei vivi e quello dei morti, tratteggiati da Burton con peculiarità totalmente capovolte (dal grigiume che caratterizza l’ordinaria società dei vivi al vivace ed variopinto mondo dei morti).

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Batman Batman (1989)Prima del successo della trilogia firmata da Christopher Nolan, Tim Burton adattò per il grande schermo le avventure dell’uomo pipistrello, protagonista dei fumetti della DC Comics, riportando alta l’attenzione per l’eroe nato dalla fantasia di Bob Kane. Con Michael Keaton nel ruolo di Bruce Wayne, miliardario dietro il quale si cela l’identità dell’eroe mascherato, e Jack Nicholson in quello del Joker, Burton costruisce una narrazione fedele alle vicende raccontate nei fumetti ma le arricchisce con il suo stile tipicamente pop e le atmosfere gotiche dei suoi futuri lavori, trovando un compromesso tra la produzione di un blockbuster e la sua visione registica.

Manuela Santacatterina

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