CINEMA ITALIANO: TANTI I FILM PRODOTTI MA POCA LA FILA AL BOTTEGHINO

Nel 2014 sono stati prodotti molti più film italiani ma, nonostante questo, l’impatto al botteghino è stato pressoché nullo. Tutti i numeri di una crisi che deve far riflettere…

cinemaNella scorsa stagione cinematografica, rispetto al 2013, in Italia, c’è stato un sostanziale incremento produttivo di film: si è passati dai 167 prodotti nel 2013 ai 201 del 2014. Notizia positiva? Non del tutto perché, analizzando a fondo i dati, raccolti nel ‘Rapporto 2014. Il mercato e l’Industria del Cinema’ e relazionati da Nicola Borrelli, dg del MIBACT, emerge che sono nettamente diminuiti gli investimenti (con un calo del 3,43% rispetto al ’13) e, dato ancor più drammatico, c’è stato un netto calo del pubblico con una conseguente lacuna al box office (la differenza è addirittura di 43 milioni di Euro). Sempre più film italiani girati, meno gente che sceglie di andarli a vedere.

E nel primo semestre del 2015? Sì, c’è stata una crescita al botteghino (+5% di presenze correlate ad un +9% di incassi) ma, per i film nostrani, continua la profonda crisi. Ad oggi, nella top 10 del Box Office, calcolato dal 1 gennaio 2015, sono solo due i titoli italiani presenti: Si Accettano Miracoli, posizionato al quinto posto e uscito nel favorevole periodo delle festività, e Youth – La Giovinezza, collocato al decimo con un incasso di 5.800 milioni di Euro. Incredibile se pensiamo alla classifica 2013-2014, con ben quattro pellicole italiane nei primi 10 incassi, tra l’altro capeggiate dal fenomeno Zalone e il suo Sole a Catinelle, che incassò la cifra astronomica di quasi 52milioni di Euro, battendo il fenomeno Disney di Frozen.

Ficarra e Picone, protagonisti di Andiamo a quel paese
Ficarra e Picone, protagonisti di Andiamo a quel paese

Se i dati da una parte salgono (il tax credit è in crescita con un +20%), dall’altra crollano vertiginosamente: gli investimenti sui film prodotti su iniziativa italiana (ben 194 su 201), infatti, raggiungono solo il 4.85%, tagliando così il budget medio di un film (la cifra ”canonica” si aggira intorno a 1 milione e mezzo di Euro). Le produzioni low budget, invece, sono circa l’83% sul totale e, quindi, complice una distribuzione non del tutto oculata, riescono ad ottenere al botteghino solo un 12.48% degli incassi.

Dunque, è colpa delle innumerevoli produzioni italiane low budget che, vittime della ”lotta” tra distribuzione/esercente, finiscono per essere ignorate? Oppure è colpa della concorrenza straniera, dominata naturalmente dal mercato statunitense? O ancora è “colpa” dell’elevato abuso della commedia italiana, che intasa (e alcune volte confonde) il pubblico, che si ritrova spesso e volentieri a scelte pressoché limitate? Sicuramente, leggendo attentamente i numeri e correlandoli agli anni passati, viene fuori che, nonostante l’Italia sia al decimo posto nel mondo per film prodotti, nel mercato nazionale non c’è competizione e i prodotti italiani continuano ad avere una vita fin troppo breve, immersi in un collasso imminente e continuamente scongiurato dagli attesi, soliti nomi.

Damiano Panattoni

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