FEDORCHENKO E I SUOI ANGELI DELLA RIVOLUZIONE AL FESTIVAL DI ROMA

È il regista russo Alexey Fedorchenko, che al Festival di Roma ha presentato in anteprima mondiale il suo Angels of Revolution, il primo premiato col Marc’Aurelio del Futuro: «E’ un premio nuovo, ma quando il festival sterza verso la festa nasce anche l’esigenza di un riconoscimento che guardi al futuro: Fedorchenko ha reinventato genere e stile secondo una precisa logica estetica e poetica », ha dichiarato il direttore del Festival Marco Müller. Il regista russo torna in Italia dopo i successi di Celestial Wives of the Meadow Mari, presentato a Roma nel 2012, Silent Souls, Premio della Critica Internazionale a Venezia nel 2010 e First on the Moon, il mockumentary con cui Fedorchenko ha vinto la prima edizione della sezione Orizzonti della Mostra di Venezia nel 2005.

P1050554 Angels of Revolution è la storia della rivolta al regime sovietico di cinque artisti d’avanguardia, spediti a fare da agit-prop nelle regioni periferiche dell’Unione. «Ho letto le biografie di più di quattrocento artisti morti durante le rivolte che avvennero negli anni Trenta in U.R.S.S. e poi ho scelto le cinque che mi sembravano più interessanti ». A dispetto della trama e del titolo Angels of Revolution «non è un film politico », precisa Fedorchenko. «Volevo parlare dell’incomprensione culturale tra civiltà, del fatto che non possiamo giudicare gli altri secondo la nostra unità di misura, perché quello che può essere giusto da una parte dall’altra può essere considerato in maniera opposta ».

Nel ricevere il premio dalla mani del suo collega e connazionale, Andrey Silvestrov, il regista russo sottolinea un aspetto molto particolare del suo rapporto con il nostro Paese: «Per me l’Italia è legata al nome Marco. Tutto è cominciato con San Marco », dice riferendosi a Venezia, «che per me è l’incarnazione della favola. Poi è proseguito con Marco Müller che è l’incarnazione della cultura e oggi arriva a Roma con il Marc’Aurelio, l’incarnazione della storia, ma da oggi anche del futuro ». Il pubblico romano è stato conquistato dalla fantasia e dall’umorismo di questo compositore di immagini e alla fine della proiezione ha tributato un lungo e sentito applauso al regista e agli interpreti presenti in sala. Infine, come ciliegina sulla torta c’è stata una piccola sorpresa: Andrey Silvestrov ha presentato in anteprima mondiale il primo episodio della terza serie di Birmingham Ornament, un piccolo assaggio in versione 3D di cosa sarà il futuro per questo regista legato al suo connazionale da un grande gusto estetico e poetico.

Flaminia Chizzola

 

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