“Star Wars – Gli ultimi Jedi”: tutte le anticipazioni dalla première ufficiale

“Conosco una sola verità: il tempo dell’attesa è finito”, potrebbe dire la voce sorprendentemente seria di Luke Skyawalker, abituati come eravamo alla sua allegria incosciente di trent’anni fa. E non sarebbe uno spoiler, perché finalmente l’embargo è caduto, domani Star Wars – Gli ultimi Jedi esce in Italia, con addirittura due giorni di anticipo sull’America. E Ciak sabato 12 dicembre è stato invitato a Los Angeles, non alla rassegna stampa, ma addirittura alle première ufficiale, in cui anche i protagonisti del film, dopo la proverbiale passerella sul tappeto rosso, hanno visto anche loro per la prima volta il prodotto finito.

Il luogo dell’evento, tenuto segreto fino all’ultimo, era il gigantesco auditorium della Usc, University of Southern California, dove George Lucas ha studiato. E, guarda un po’, il suo nome ufficiale è Shrine, cioè in italiano, tempio, santuario. Niente sembra casuale, nell’universo, pardon galassia, di Star Wars.

Anche i controlli di sicurezza sono stati galattici: aggeggi con specchi per sbirciare dappertutto sotto le macchine e cani antibomba. Se solo fossero stati di qualche razza aliena, avrebbe potuto essere una scena del film, che introduce nello zoo cinematografico almeno due specie indimenticabili, i teneri Porg e le eleganti Volpi di cristallo, usciti dal baule delle meraviglie dell’effettista speciale, lo specialissimo Neal Scanlan.

Applaudito spesso a scena aperta da intere comitive generazionali di fan (figli, padri, nonni), Gli ultimi Jedi è molto divertente, pieno di colpi di scena e di sorprese, e le due ore scarse filano veloci come un’astronave. E’ difficile raccontare la trama, perché si rischia di cadere nella tentazione del peggiore dei peccati capitali del cinema moderno, lo spoiler.

Ma tranquilli, i rapporti fra Luke Skywalker, Ray, Kylo Ren, vengono esplorati e sono complessi, e disfunzionali, almeno quanto quelli del passato, visto che il regista Rian Johnson, quaranta anni, è un fan della prima ora, quella della trilogia originale. Ha anche una mano più lieve e scanzonata, non solo di quella di Lucas, ma anche di Abrams, qui solo produttore esecutivo, ma già al lavoro sull’episodio IX.

La forza, doppiosenso voluto, dei suoi pochi anni, appena quaranta, si sente tutta e non a caso è a lui che è stata affidata una nuova inedita trilogia futura. E a proposito di Forza, è sempre rasserenante scoprire che anche in America ci sia un’interpretazione diversa da quella bullesca che intende il presidente Trump.

Il ritorno di Mark Hamill, non poteva essere più esplosivo, e sì, finalmente parla, e combatte, sia pure lacerato da mille dubbi. E l’addio di Carrie Fischer non poteva essere più struggente. E’ molto curiosa Canto Bright, il pianeta Casino; sembra la tendenza dell’anno: ci sarà una sorta di Las Vegas anche nell’Africa di Black Panther.

Fra apparizioni di vecchi idoli e new entry, c’è poco tempo di tirare il fiato: non passa certo inossservata la presenza della veterana Laura Dern né quella della esordiente Kelly Marie Tran, due donne forti nell’anno odioso (sulla terra) delle molestie sessuali; e Benicio del Toro, è quello che deve essere: un hacker gigione e piacione.

La grande magia di Star Wars è quella di far tornare tutti bambini, qualunque età abbia lo spettatore. E alla fine si esce soddisfatti, ma con un unico pensiero in testa: calcolare esattamente quanto manca al prossimo appuntamento.

Marco Giovannini

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