THE IRISH SIDE: I 5 FILM SULL’IRLANDA DA NON DIMENTICARE

Dopo l’uscita di ’71 di Yann Demange anche in Italia (era stato presentato alla Berlinale nel 2014), che racconta il conflitto che ha insanguinato Irlanda e Gran Bretagna dal punto di vista di un giovane soldato britannico che si disperde per le strade di Belfast, abbiamo pensato a quali film abbiano assunto, invece, il punto di vista opposto, quello degli attivisti, dei militanti o, più semplicemente, dei cittadini irlandesi. E non è un caso che la cinquina che vi proponiamo qui sotto sia composta da lavori premiati nei tre festival di cinema più importanti del mondo: Berlino, Cannes, Venezia. Lontani da ogni eccesso di ideologia, si soffermano su cinque diversi momenti storici, rivelando lotte e contraddizioni di un Paese che ha versato troppo sangue in nome della propria indipendenza.

Ecco a voi gli Irish Side, i cinque film sull’Irlanda da non dimenticare.

5 MICHAEL COLLINS (1996)Michael Collins
Neil Jordan

Leone d’oro alla Mostra di Venezia nel 1996. Una salutare lezione di Storia dal forte valore pedagogico, con limiti annessi (un po’ scolastico e didascalico nella narrazione): quella di Michael Collins è l’epopea dell’uomo che è riuscito a strappare una (parziale) autonomia dagli inglesi ma nulla ha potuto di fronte alle insensate guerre interne. Ucciso dagli stessi nazionalisti irlandesi, ai funerali a Dublino ci fu una partecipazione popolare di 500.000 persone. Sorretto dalla passionale prova di Liam Neeson, ha i suoi momenti forti nelle scene di guerra (potente quella della strage in uno stadio di rugby, compiuta dai carri armati degli inglesi su una folla pacifica), e quelli fiacchi nella superflua storia d’amore tra Collins e Kitty Kiernan (Julia Roberts).

4 BLOODY SUNDAY (2002)Bloody Sunday
Paul Greengrass

Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2002. Il 30 gennaio del 1972, a Derry (Irlanda del Nord), quella che doveva essere una manifestazione pacifica di 10.000 cittadini per i diritti civili si trasforma nella famosa “domenica di sangue”, nella quale 3.000 tra soldati e poliziotti britannici uccisero tredici irlandesi inermi e ne ferirono altri quattordici. Avvincente nell’azione e originale nella ricostruzione dei fatti raccontati in presa diretta e con una cinepresa a spalla, rivela il talento di Paul Greengrass che nei successivi United 93, Green Zone e Captain Phillips svilupperà ancor di più una concezione di cinema inteso come battaglia, fedele registrazione e riproduzione di un evento drammatico.

3 NEL NOME DEL PADRE (1993)Nel nome del padre
Jim Sheridan

Orso d’oro al Festival di Berlino nel 1994. In seguito ad un attentato terroristico in un pub di Guildford nel 1974, quattro hippie irlandesi vengono condannati a trent’anni di carcere, malgrado le evidenti prove contrarie. Saranno liberati dopo quindici e la morte di uno di loro. Doloroso racconto di formazione, fiammeggiante prison movie e indignata marcia giudiziaria, Nel nome del padre denuncia l’istituzione delle Diplock Courts, tribunali speciali approvati dal Regno Unito contro il pericolo del terrorismo dell’IRA, che annullarono ogni presunzione di innocenza nel caso di possesso di armi illegali. Uno dei risultati fu questa vergognosa vicenda giudiziaria al centro di un film indimenticabile, con un magistrale Daniel Day-Lewis.

2 IL VENTO CHE ACCAREZZA L’ERBA (2006)Il vento che accarezza l'erba
Ken Loach

Palma d’oro al Festival di Cannes nel 2006. Il senso di Ken Loach per il cinema: si individua un nemico comune (le truppe britanniche) ma, tragicamente, il destino costringe a versare sangue fratricida. La lotta dell’Irlanda per la libertà non è quella dei buoni contro i cattivi, ma l’avventura lacerante di uomini che non sono stati in grado di marciare nella stessa direzione. Energico e approfondito nella caratterizzazione dei personaggi, emoziona anche e soprattutto per la grandiosa ricostruzione d’epoca dei primi anni Venti e per la sola bellezza dei luoghi. Il titolo originale significa “il vento che scuote l’orzo” e si riferisce a una poesia del XIX secolo di Robert Dwyer Joyce.

1 HUNGER (2008)Hunger Fassbender
Steve McQueen

Caméra d’Or per l’opera prima al Festival di Cannes nel 2008. Prigionia e morte di Bobby Sands (un impressionante Michael Fassbender), attivista dell’IRA, che nelle celle della prigione di Long Kesh porta avanti dapprima uno sciopero “della coperta e dell’igiene”, e poi uno sciopero della fame per far ottenere ai carcerati irlandesi lo status di prigionieri politici. Steve McQueen scuote le coscienze con un capolavoro sull’utilizzo del corpo come sacrificio politico, come ultimo strumento rimasto per ribadire il libero arbitrio di fronte alla negazione delle libertà. Capace di immagini che restano nella memoria collettiva, regala il piano sequenza più bello degli ultimi anni: diciassette minuti tra Bobby e il prete del suo paese sul significato della lotta, in realtà su quello della vita.

Emiliano Dal Toso

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