Andrew Garfield ricorda la madre e le dedica il prossimo Tick, Tick… Boom

Scomparsa prima delle riprese, ne onorerà la memoria nel film.

Andrew Garfield

Poco prima dell’inizio delle riprese di Tick, Tick… Boom e della Pandemia, Andrew Garfield è stato colpito da un grave lutto. E solo oggi sceglie di tornare sulla morte della madre, a causa di un cancro al pancreas, per ricordarne la figura e rivelare al mondo quanto la sua interpretazione nel film d’esordio di Lin-Manuel Miranda sia stato un modo per onorarla.

The Eyes of Tammy Faye, Jessica Chastain e Andrew Garfield irriconoscibili

Intervistato dal New York Times, l’attore ha spiegato che “ogni fotogramma, ogni momento, ogni respiro” del film è un tentativo di onorare Jonathan Larson, compositore del musical originario e drammaturgo creatore di Rent scomparso a soli 35 anni, ma che ancora più personalmente, è un tributo a sua madre.

“E’ una persona che mi ha mostrato che direzione avrei dovuto prendere nella mia vita. Mi ha messo su una strada. Sono stato in grado di perpetrare la sua canzone sull’oceano e l’onda delle canzoni di Jonathan. Era un tentativo di onorare lui e lei nelle loro canzoni incompiute, e farli incontrare”.

Una connessione, tra il dolore provato e l’emozione legata al film, che – secondo Garfield gli avrebbe fatto desiderare “che il film non finisse”, per poter “mettere il mio dolore nell’arte, in questo atto creativo”.

Che condivideremo a partire dal 19 novembre, quando arriverà su Netflix. E nel quale troveremo in scena anche Vanessa Hudgens, Alexandra Shipp, Robin de Jesús, Joshua Henry, Judith Light, Bradley Whitford, Noah Robbins, Joanna P. Adler e Beth Malone. Autore della sceneggiatura, lo Steven Levenson di Master of Sex e Fosse/Verdon.

Andrew Garfield nudo e fuori di testa nel trailer di Mainstream

La scelta di Garfield di condividere una tale perdita in questo momento nasce anche dalla sensazione di sentire ancora molto vicina a sé la madre “in un modo che forse è ancora più forte” di prima. Raggiunta grazie all’accettazione della sua scomparsa, e dall’universalità dell’esperienza vissuta. Che oggi commenta così:

“Il privilegio della mia vita è di essere stato lì per mia madre, essere stato la persona che le ha dato il permesso quando era pronta a lasciarci. Abbiamo avuto una connessione davvero straordinaria e ora il pubblico conoscerà il suo spirito in modo inconscio attraverso Jon, in un modo che trovo così magico e bello”.

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