Better Things: recensione del pilot

La nuova stagione telefilmica è appena cominciata e tante serie tv inedite sono pronte ad accalcarsi sul piccolo schermo. Cominciamo ad analizzarle, partendo dalla recensione del pilot di Better Things.

Scheda tecnica.

Genere: Comedy

Numero di episodi: 10

Canale: FX

Regia: Louis C.K., Pamela Adlon, M. Blair Breard, Dave Becky Cast: Pamela Adlon (Sam Fox), Mikey Madison (Max), Hannah Alligood (Frankie), Olivia Edward (Duke), Celia Imrie (Phyllis)

Trama.

Better Things è la storia di una mamma single con troppi problemi da gestire e tantissime cose da fare. Sam deve infatti prendersi cura delle sue tre figlie, Max, Frankie e Duke, ma anche portare avanti la sua carriera da attrice. Si tratta di impegni non indifferenti: una delle sue figlie è un’adolescente irrequieta che facilmente si arrabbia con lei e il mondo dello spettacolo non è certo una passeggiata. Tant’è che Sam si dedica anche al doppiaggio di cartoni animati per tirare avanti. Come se non bastasse, infine, dall’altra parte della strada vive sua madre! E i rapporti con le mamme possono essere complessi. In tutto questo marasma le sarà possibile ritagliare un po’ di spazio per la sua vita privata? A volte sembra davvero troppo difficile.

Commento.

Better Things si colloca nel genere comedy, eppure il pilot non riesce a trasmetterne completamente il tono. La puntata, pur durando solo 20 minuti, è piuttosto lenta. Le scene, di cui alcune non troppo sensate, si trascinano quel tanto in più da smorzare l’attenzione. I personaggi e la storia in sé, tuttavia, sembrano interessanti: la famiglia di Sam e Sam stessa hanno caratteristiche tutte particolari che potrebbero, se ben utilizzate, rendere il tutto più irriverente, divertente e interessante. La rappresentazione che emerge dalla prima puntata, però, è insufficiente: non si capisce con precisione dove Better Things voglia andare a parare e cosa, alla fine, voglia trasmettere.

Alcune delle interazioni tra i protagonisti appaiono superflue o addirittura no-sense: una figlia adolescente che chiede alla madre di comprarle marijuana? Di cose bizzarre nelle famiglie ne capitano e un telefilm può avere il suo briciolo di follia, eppure il modo in cui una scena simile è posta appare forzato, quasi dettato dalla necessità di essere originali. 

Pamela Adlon, nel ruolo principale di mamma indaffarata e stanca, sembra in grado di dare molto di più nei panni di un personaggio sarcastico, confuso e forte. La sua parte è da valorizzare ed è quella che, più di tutte le altre, ha una sua coerenza. Gli elementi in favore di questo nuovo show, però, non contrastano i buoni punti di partenza che si possono individuare: nella prima puntata potrebbe esserci del potenziale inespresso, ma bisogna andarlo a cercare accuratamente. Che si debba semplicemente passare al secondo episodio? Chissà, ma per il pilot in sé non convince.

Perché vederlo:

Per cercare di mettere insieme i pezzi puntata dopo puntata e capire se quanto mostrato nel pilot nasconde qualcosa di più. Pamela Adlon potrebbe riuscire a trainare la storia con sé e darle una spinta più forte.

Perché non vederlo:

Per i ritmi lenti e la comicità pressoché inesistente. Se volete essere conquistati subito questo pilot potrebbe non essere fatto per voi, perché sembra più l’inizio di una serie che, se in grado di ingranare, non lo farà nell’immediato.

Voto:

5. Un’insufficienza lieve nella speranza di un recupero. Ci sono accenni a tematiche da esplorare e dinamiche familiari tutte al femminile che potrebbero essere un buon punto di partenza, ma verranno sfruttate? Better things riuscirà davvero a tratte il meglio? O l’andamento insicuro avrà la meglio e spegnerà la storia?

Voi cosa ne dite?

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