Jungle Cruise, la recensione del film con Emily Blunt e Dwayne Johnson

Jungle Cruise recensione
Jungle Cruise

Jungle Cruise

Usa 2021
regia Jaume Collet-Serra
con Dwayne Johnson, Emily Blunt, Edgar Ramírez, Jack Whitehall, Jesse Plemons, Paul Giamatti
Distribuzione Disney (dal 28 luglio nelle sale, dal 30 luglio in streaming su Disney+ con Accesso VIP).

IL FATTO

Nella maschilista società inglese dei primi del ‘900 la dottoressa Lily Houghton (Blunt) fa fatica ad essere presa sul serio e anche quando demanda il fratello MacGregor (Whitehall) a parlare in sua vece delle teorie sull’Albero della Vita, lo scherno non diminuisce.

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Così Lily, accompagnata dal fratello, decide di partire lei stessa alla ricerca del fantomatico Albero, che ritiene possieda poteri curativi in grado di cambiare la scienza medica. Nell’inospitale Amazzonia recluta Frank Wolff (Johnson) per guidarla nella sua ricerca lungo il corso del fiume sulla sua scalcinata barca.

Jungle Cruise recensione

Il viaggio non è privo di pericoli e sorprese, oltre ai pericoli naturali infatti ci sono quelli indotti dal perfido principe Joachin (Plemons), intenzionato ad un uso bellico dei poteri della pianta. La scoperta di un’antica maledizione che dura da centinaia di anni stravolgerà i piani di tutti i protagonisti.

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L’OPINIONE

Jungle cruise è una delle attrazioni storiche dei parchi tematici Disney, presente nella loro sezione Adventureland già dal 1955, quando si inaugurò la prima Disneyland.

A quel percorso in barca su un fiume, tra animali audio-animatronici e le improvvisazioni comiche del capitano, rende omaggio la prima scena del film, in cui Frank Wolff guida ignari turisti in un farlocco tour amazzonico.

Da quel momento in poi il film sceglie altre vie, in un processo analogo a quello già effettuato nella saga dei Pirati dei Caraibi. In entrambi i casi due popolari attrazioni dei parchi Disney, entrambe ispirate ai canoni cinematografici dei classici dell’avventura sono diventate, in un curioso loop, esse stesse fonte d’ispirazione di nuovi film, dove gli stilemi classici e gli ammiccamenti contemporanei si fondono tra loro.

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Nei film tratti dalle attrazioni dei parchi Disney giganteggia la saga Pirati dei Caraibi (2003; 2006; 2007; 2011; 2017), ma merita una riscoperta anche lo sfortunato La casa dei fantasmi (2003) di Rob Minkoff, basato sull’attrazione The Haunted Mansion.

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