L’ULTIMO LUPO

Wolf Totem Cina/Francia, 2015 Regia Jean-Jacques Annaud Interpreti Shaofeng Feng, Shwaun Dou, Ankhnyam Ragchaa, Yin ZhuSheng Distribuzione Notorious Durata 2h e 1′

Cina, gli anni della Rivoluzione Culturale. Lo studente Chen Zhen viene inviato ai confini con la Mongolia per rieducarsi a contatto col popolo ma anche per insegnare ai nomadi lingua cinese, tradizioni e maoismo. Rimane però al contrario affascinato dal particolare rapporto che i pastori hanno con il loro ambiente, specialmente con i temutissimi e scaltri lupi, veri dominatori della pianura. Il che costituisce un problema nel problema, perché le autorità comuniste hanno dichiarato guerra a quei predatori di greggi e cavalli e li vogliono sterminare mentre la cultura plurisecolare dei mongoli al contrario ritiene questo un errore, anzi un oltraggio agli equilibri naturali. Quando Chen Zhen, invece di uccidere un cucciolo lo nasconde per allevarlo e studiarlo, creerà ulteriori tensioni tra i due gruppi.

Un best seller cinese di un autore dalla biografia travagliata. Jiang Rong è lo pseudonimo di Lu Jiamin, un ex membro nei ’60 delle Guardie Rosse, poi volontariamente andato in rieducazione in Mongolia e diventato negli anni un oppositore del regime, finendo addirittura arrestato nel 1989 (e rilasciato nel 1991). Il suo primo libro, Il totem del lupo (edito in Italia da Mondadori nel 2006) è stato un incredibile best seller in patria (1 milione di copie ufficiali più 5 pirata!) e tradotto in 26 lingue ha venduto milioni di copie al mondo. Per Jean-Jacques Annaud era quindi una sfida che si poteva vincere facile (pensate solo agli incassi già sicuri, considerando almeno una piccola percentuale di quelli che avendo letto il libro andranno sicuramente a vedere il film). Ma non è solo questo. Lo scaltro (che non è automaticamente un difetto) cineasta ha sempre avuto il cuore rivolto verso i lati più selvaggi della natura (L’orso, Due fratelli, più quel Wings of Courage girato in 3d per il circuito Imax che è stato ottima palestra), quindi ha accettato più che volentieri l’incarico della China Film Group Corporation per girare in Mongolia in 3D questa avventura lirica in grandi spazi. L’ultimo lupo è una fiaba ecologista che non nasconde ovviamente la voglia di commuovere (osservare come le inquadrature costruiscano dialoghi “umani” con gli sguardi dei lupi), ma davvero non si può rimanere che ammirati e ammutoliti davanti alla bellezza del paesaggio e alla regale ferinità del lupo e i suoi espressivi occhi verdi (c’è un attacco notturno a un branco di cavalli al galoppo da “urlo”). Per cui, in omaggio alla bellezza della visione e dei nobili obbiettivi, facciamo volentieri tacere qualunque obiezione che l’intelletto cinico solleva, di soppiatto o meno.

Massimo Lastrucci

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