#Cannes spiaggiato: Viva Cate, nostra signora del Festival

Nella hall dell’albergo Mercure Croisette Beach la bella foto di Cate Blanchett che sembra un murales, è incastonata in una cornice ad arco di trionfo: Nostra Signora del Festival di Cannes, simbolo decisamente più laico che religioso. Perché poi in città occhieggia direttamente da varie vetrine: un negozio di scarpe, uno di gioielli, la pubblicità di una mostra fotografica. E raggiunge l’apoteosi nelle poche edicole superstiti di giornali, dove da sola, supera le cover complessive di tutte le sue colleghe messe insieme (al secondo posto Marion Cotillard e la rediviva Isabelle Adjani).

Cate Blanchett

In 71 anni è solo la dodicesima presidente donna della storia, ma la media diventa un po’ meno umiliante partendo dal 1965, l’anno della pioniera Olivia De Havilland: 12 in 53 anni. Perché poi è toccato a Sophia Loren, Michele Morgan, Ingrid Bergman, Jeanne Moreau (due volte), Francoise Sagan, Isabelle Adjani, Liv Ullman, Isabelle Huppert, Jane Campion. Ha vinto due Oscar su sette nomination, è già stata anche produttrice (Carol), e si prepara a esordire come regista nella serie Tv Stateless. L’anno prossimo, proprio di questi giorni, diventerà la proverbiale “splendida cinquantenne”.

Cannes 2018 - La presidente di giuria Cate Blanchett e i giurati ufficiali

Fosse nata prima sarebbe stata sicuramente una delle bionde che hanno ossessionato Hitchcock, ma oggi farebbe ancora in tempo a interpretare la favola triste della principessa Grace di Monaco. È riuscita a rendere credibile perfino quello che invece dovrebbe essere un ossimoro, cioè “stile australiano”. E ha avuto il raro buon gusto di non insistere perché il suo ultimo film, Ocean’s 8, non fosse proiettato durante il “suo” festival a differenza di molti altri attori/registi direttori del passato. Insomma, viva Cate.

Cate Blanchett

Marco Giovannini

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